IL LEVRIERO

//IL LEVRIERO

IL LEVRIERO

Fiero ed elegante ma anche velocissimo. 

Il levriero, una tipologia di cane diffusa in tutti i continenti, costituisce uno dei gruppi di razze canine tra i più antichi. Anche se nel mondo moderno (anche tra i cinofili) vengono per lo più associati al mondo delle corse di cani, e spesso adottati come aristocratici cani da compagnia, non bisogna dimenticare che essi sono stati essenzialmente selezionati come cani da caccia.

Per trovare le origini del levriero, dobbiamo risalire fino alle radici delle nostre prime civiltà, i così detti cani inseguitori, che accompagnavano gli uomini aiutandoli nella caccia, raggiungendo e uccidendo la preda e aspettando poi l’arrivo dei cacciatori, altro non erano che antenati del levriero. Il nome deriva infatti da leporarius cioè cane adatto a cacciare le lepri. Questa attività è stata senz’altro una delle prime forme di specializzazione che hanno dato origine alle diverse razze canine. Le forme più antiche sono probabilmente quelle che ritroviamo rappresentate già molte migliaia di anni fa, ai tempi dell’antico Egitto, e pressoché invariate in alcune razze odierne come il pharaoh hound, il podenco ibicenco ed il cirneco dell’Etna. Da questi primitivi cacciatori, un breve passo portò ad una specializzazione ulteriore che diede origine ai levrieri mediorientali (Sloughi e Saluki), e a quelli nordafricani (azawakh).

La successiva diffusione nei diversi continenti portò i levrieri ad adattarsi ai diversi climi (si pensi al folto mantello dell’afgano tazi), e alle diverse prede (i “cacciatori di lupi” per eccellenza sono il grande borzoi russo, e soprattutto il gigantesco irish wolfhound, il cane più alto del mondo).

L’impiego nei cinodromi affinò ulteriormente la selezione in funzione della velocità pura; nacquero così razze iperspecializzate, come il whippet (il cane più veloce, in grado di raggiungere i 65/70 km/h) e il greyhound, anch’esso veloce ma con più resistenza.

Ciò che fisicamente caratterizza i levrieri è la testa piccola quanto una coppa di champagne e il fisico snello ed atletico, per lo più di taglia medio-grande, una conformazione sviluppata per ottenere i migliori risultati con il loro particolarissimo stile di caccia: l’inseguimento della preda a vista: essi infatti, cercano la preda con gli occhi, ed in misura minore con le orecchie, a differenza di altre razze che seguono le piste (segugi), o cercano direttamente l’odore del selvatico, segnalandone la presenza al cacciatore con la tipica posizione di punta (cani da ferma). Individuato l’obiettivo, sia esso un animale selvatico, o un fantoccio mosso meccanicamente nelle gare di Racing o Coursing, i levrieri si lanciano al suo inseguimento.

Ma in casa come si comportano?

Se ne avete mai incontrato uno per strada, cercando di avvicinarlo con gridolini entusiasti gli vedrai fare un piccolo passo laterale, con aria indifferente ma anche schifata, nel tentativo di non lasciarsi neppure sfiorare dalle tue dita. Se riesci ad accarezzarne uno, subito dopo lo vedrai guardare il suo umano con uno sguardo che dice “Mi porti in toelettatura, per favore?”.
Quando le mamme dicono ai propri figli:  “Non toccare il cane, che è sporco!”, non sanno che se il cane in questione è un levriero, probabilmente pensa: “Non mi faccia toccare dal bambino, che mi sporca!”.
Sì, sembrano proprio snob, ma lo sono soltanto con gli umani estranei, perché con quelli di famiglia sono affettuosi, dolcissimi, capaci di sguardi adoranti. Servili no, mai, ma pieni d’amore, sì! Il problema principale è che questo lato del levriero lo puoi scoprire solo adottandone uno (o se frequenti con particolare assiduità una famiglia che ne possiede uno, dopo un po’ comincerà a darti confidenza e a trattarti come “uno di casa”): altrimenti ti si presenteranno sempre come altezzosi e privi di intenzioni sociali. Probabilmente è proprio questo uno dei motivi che ne limita sensibilmente le adozioni, la disinformazione.

Il levriero è un cane indipendente, anche perché è un cane primitivo, quasi intoccato dall’uomo. I levrieristi dicono che non c’è mai stata selezione umana perché il cane era già perfetto così. Se andate a cercare qualche testo sulla cinematica canina, troverete sempre e solo illustrazioni di levrieri, in quanto il suo galoppo è IL GALOPPO. Ne è l’espressione più alta, l’icona intoccabile e non perfettibile.

Da fermo, il levriero sembra essere una statua, ogni muscolo, ogni osso, ogni pelo sembrano scolpito nel marmo. Sembra sempre in procinto di lanciarsi in corsa, e quando parte davvero, mentre si distende nel suo impareggiabile stile, va a una velocità paurosa, ma con una leggerezza e una grazia che ti lasciano lì a bocca aperta. Così il levriero si è mantenuto inalterato nei secoli, non solo nel fisico ma anche nel carattere. E il suo carattere è contemporaneamente nobile, fiero, selvaggio ma anche mite, docile e dolce.

2017-06-08T08:33:53+00:00