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QUANTE PAROLE RIESCE AD IMPARARE UN CANE?

Dal cane dei record ai nostri fedeli amici

L’ultimo esperimento condotto ha disintegrato il precedente record di 200 parole differenti, arrivando a quota 1.022 vocaboli interpretati da un cane. La straordinaria performance è della border collie Chaser, che per tre anni di fila è “andata a scuola” 4 ore al giorno. Come maestri ha avuto il suo padrone John Pilley e Alliston Reid, entrambi ricercatori del Wofford College di Spartanburg (South Carolina). Alla fine del training Chaser riconosceva significato e funzione di appunto, 1.022 parole, surclassando il primato di 200 parole di un altro border collie, Rico.

Ma quante parole può riconoscere il nostro cane?
Il suo cervello ha registrato il suono e l’ha confrontato con il catalogo del tono amichevole, neutro o allarmante in tutte le loro sfumature e ha deciso quale circuito attivare e quali impulsi inviare alla periferia. Un processo di analisi, confronto, sintesi e decisione che non è solo istintivo o appreso dall’insegnamento umano: è un vero e proprio ragionamento.
Quante porole-rumore conosce? Se ne osservate le reazioni, scoprirete che ne sa davvero tantissime.

Poi ci sono le parole-gesto, come minaccia – ambientale, umana o canina che sia – alla quale reagirà secondo la sua indole e i vostri insegnamenti. Provate a notare cosa fa durante gesti quotidiani, prendete il telecomando per spegnere il televisore? Si avvicina la passeggiata. Vi mettete le scarpe? Indossate una giacca o un soprabito? Prendete le chiavi e il guinzaglio? E festa grande! Riflessi condizionati? Provate a seguire lo stesso rituale senza nessuna intenzione di portarlo a spasso, se ne accorgerà e seguirà le vostre mosse con sempre minore entusiasmo, fino a guardarvi uscire da solo con lo sguardo da cane abbandonato.

Semplicemente ha capito dove portava quella sequenza di gesti apparentemente identici. E il vocabolario delle parole-gesto è ancora più ricco degli altri. Da prima che mettiate i piedi per terra al mattino a quando li infilate la sera sotto le lenzuola, ogni vostro gesto è un messaggio che, raramente è letto in modo meccanico o univoco, ma è interpretato in tutte le sue finezze lessicali, in tutte le sue sfaccettature di possibili significati.

Infine, ci sono le parole-odore. Quasi aliene per gli umani, che però hanno imparato a sfruttare la conoscenza che ne hanno i cani. Cani poliziotto, cani da valanga, cani da caccia, cani da tartufo, cani antidroga, cani da soccorso. Parole e comportamenti che gli passano dal naso e non dalle orecchie. Che differenza fa? Per parlarvi, il vostro cane ha la voce: abbaia, mugola, uggiola, guaisce, brontola, ringhia (mai a voi), ulula, ma non sa articolarla in parole, allora modula i suoni, ma non basta ancora e ricorre a tutto il corpo per farsi capire, per dirvi cosa vuole, come sta, cosa desidera, per esprimere il suo affetto, la sua gioia di vivere, il suo malumore. La coda, le orecchie, la lingua, il pelo, la bocca, ma soprattutto gli occhi vi diranno un’infinità di cose: la maschera facciale di un cane è più espressiva di quella del migliore attore. E quando non riuscite ancora a capirlo? Fa il mimo, piroette, salti e capriole perché capiate meglio la sua contentezza nel vedervi. Va e viene verso la porta? Ha bisogno di uscire! Si accascia accanto alla ciotola? Ha fame!!!

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