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LUPI E BUFALE Tutte le verità sul progenitore di Fido

Dai tempi di Cappuccetto rosso è considerato l’animale più temuto d’Italia, creatura oscura e infida capace di pianificare in sordina aggressioni nonché (secondo i più estremisti) una lenta conquista del pianeta. Parliamo del lupo italico, il progenitore del nostro più fidato amico a quattro zampe. Nell’ultimo anno intorno a questa specie, infatti, si è generato un vero clima di terrore come dimostrano, da un lato, i frequenti articoli sui giornali su ipotetici attacchi a greggi e persone e, dall’altro, ai casi di violenza nei confronti del lupo, con tanto di cadaveri esposti in bella mostra lungo le strade. Da “Zanne assassine” a “creatura mutante”, gli appellativi per il lupo non sono mancati sulla stampa facendo perdere di vista quello che questo animale rappresenta in realtà: un predatore intelligente e con un ruolo importante per mantenere l’equilibrio tra le specie selvatiche. Ruolo che anche gli amministratori pubblici di molte regioni fingono di dimenticare chiedendo di poterne abbattere un certo numero per andare incontro alle lobby dei cacciatori che non vogliono dividere le prede col lupo né a quelle degli allevatori preoccupati dell’incolumità dei loro animali. Ma cosa c’è di vero in tutto questo pandemonio? Una cosa vera c’è, per fortuna. Quasi scomparso a causa delle persecuzioni, dagli anni 80-90 il lupo è tornato in molte zone d’Italia distribuendosi lungo l’Appennino fino a raggiungere le Alpi. È tornato e l’ha fatto da solo, senza reintroduzioni come accusa qualcuno. Semplicemente ha approfittato dell’abbandono delle montagne da parte dell’uomo e della rinaturalizzazione del bosco col ritorno delle sue prede come cervi, caprioli e cinghiali. Grazie all’abbondanza degli ungulati la popolazione del lupo si è ripresa e oggi conta tra 1500 e 2000 individui distribuiti in tutta Italia, soprattutto nelle zone montuose e collinari. La sua presenza però ha in parte causato problemi di conflitto con l’uomo e la zootecnia. Gli allevatori non più abituati alla presenza del lupo, infatti, si sono trovati inizialmente impreparati ad affrontarlo non sapendo come proteggere le greggi. Ma con i dovuti accorgimenti, come reti elettrificate e cani da guardiania, che hanno già dimostrato la loro efficacia, il problema può essere gestito (il bestiame comunque rappresenta meno del 3% della dieta del lupo). Inoltre, la popolazione del lupo non aumenterà all’infinito come qualcuno teme. La capacità di un territorio per una data specie, in particolare per i predatori, infatti, è limitata e i piccoli branchi di questa specie (si parla di 4-5 individui ciascuno) non si sovrappongono più di tanto. Sono i giovani a spostarsi anche di molti chilometri alla ricerca di nuovi territori come ha dimostrato il caso del lupo Ligabue, esemplare munito dai ricercatori di radiocollare, che dall’Appennino Tosco Emiliano è arrivato addirittura Francia, a 1000 km di distanza.
Un altro problema di cui si parla molto è quello degli ibridi lupo-cane che secondo alcune credenze starebbe dando vita a una sottospecie più aggressiva, temeraria e pericolosa. Vero è che il problema esiste ma non ci sono prove scientifiche sugli effetti a breve e lungo termine che questi incroci possono generare. È impossibile stabilire quale carattere o caratteristica i genitori trasmettano ai figli, inoltre le combinazioni e i relativi risvolti sono infiniti. Difficilmente, hanno spiegato gli esperti del Walf Appenine Center che lavorano proprio per l’identificazione e la diminuzione del fenomeno, è possibile stabilirlo a priori. In caso di caratteristica sospetta (presenza di speroni, unghie bianche, forma particolare delle orecchie e colorazione atipica) agli esemplari catturati viene prelevato il sangue per specifiche analisi genetiche che riconoscono l’ibridazione fino alla terza generazione. In caso di ibrido, l’animale viene sterilizzato dai ricercatori prima di essere liberato. Impossibile, quindi, individuare da un primo sguardo gli ibridi e soprattutto attribuire loro un comportamento stereotipato.
Inoltre bisogna ricordare che il lupo è in realtà un animale elusivo che rifugge dalla presenza dell’uomo. Nessuno dei presunti casi di aggressione denunciate (stranamente tutti cacciatori…) in questi anni è stata, infatti, confermata e per lo più i “colpevoli” si sono rivelati essere cani randagi o di razza “lupo cecoslovacco”, voluta dall’uomo proprio per assomigliare al lupo. Perché in realtà, diciamolo, verso questo predatore i sentimenti sono contrastanti. Anche chi lo vuole morto ne resta affascinato. D’altronde il lupo è il lupo. In questo momento però per la salvaguardia del suo futuro, è importante evitare di divulgare notizie false e non verificate dagli esperti, evitare di diffondere inutile panico in caso lo si avvistasse nelle campagne o nei monti, evitare di cercare di avvicinarlo o alimentarlo, non permettere ai cani domestici di avere un contatto con lui (ma anche col resto della fauna selvatica), proteggere adeguatamente gli animali da gregge e domestici per scoraggiare eventuali aggressioni. Solo così la convivenza con questo meraviglioso animale sarà possibile.

Claudia Fachinetti