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BAMBINI E CANI: CRESCERE INSIEME PER VIVERE MEGLIO

Negli ultimi anni la cultura cinofila si sta ampliando ed espandendo ed il cane è passato da “strumento di lavoro” a membro attivo della famiglia, riconosciuto dal punto di vista affettivo, ma anche educativo. Infatti sono sempre più i proprietari che riconoscono nel loro cane una mente pensante in grado di apprendere ma anche di insegnare, modificandoci dentro ed avvicinandoci a quella che forse è la nostra vera Natura.
E questo si vede soprattutto con i bambini, che non sono ancora stati plasmati dalla società e che mantengono quella parte spontanea che rende molto più semplice il confronto e l’incontro con il Diverso. Il cane può fornire un ottimo modello educativo in quanto insegna a non giudicare chi non è identico a noi, insegna ad osservare e a sviluppare l’empatia oltre che il rispetto degli spazi altrui. Questi contenuti sono di vitale importanza per un bambino in età dello sviluppo, tuttavia sappiamo che la vivacità e spontaneità dei bambini può essere anche uno svantaggio; sta infatti al genitore fare da mediatore nell’incontro tra cane e bambino impedendo incomprensioni o incidenti. I fatti di cronaca nera che leggiamo oggi ne sono la prova, e ci ricordano quanto sia importante comprendere la delicatezza del confronto cane e bambino e di quanto i genitori debbano essere attenti, informati e coerenti per creare una relazione non solo sicura, ma anche vantaggiosa e piacevole.
Cerchiamo di vedere la situazione dal punto di vista del cane: ad un certo punto arriva un “essere” in casa sua, che ha delle caratteristiche vagamente umane ma un’imprevedibilità incredibile, che emette vocalizzi e che stravolge i ritmi di vita del nucleo familiare (molto più simile ad una “preda” che ad un essere umano per certi versi) . Oppure un cucciolo arriva in una casa dove ci sono bambini che continuamente lo svegliano mentre dorme, che non rispettano i suoi spazi e che lo manipolano incessantemente continuando a fargli richieste insensate. La situazione non è facile per i nostri amici a 4 zampe e devono essere i genitori a dettare le regole per permettere ai piccoli di giocare tra loro: ad esempio il cucciolo imparerà a non mordicchiare gli arti dei bambini quando è agitato ed il bambino imparerà a non manipolare con forza la coda del suo nuovo amico. Se vengono fissate delle regole chiare e coerenti la relazione diventerà più che una semplice amicizia; infatti spesso è proprio il bambino o ragazzino di casa a diventare il Leader (inteso come GUIDA e non come CAPO) del cane perchè è lui che gli propone più attività, che lo coinvolge in avventure e giochi.
“Siamo sempre riusciti a conciliare i nuovi impegni da genitori con le necessità e le esigenze dei nostri cani” raccontano Simone e Giulia, direttori dell’associazione ORMA DI MAYA di Torino, che lavora ormai da anni nel mondo della cinofilia. La coppia ha due cani adulti ed una bambina appena arrivata, di soli sei mesi e mezzo. Raccontano con gli occhi che brillano come il rapporto tra la figlia Sofia e le due cagnoline sia nato spontaneamente, sin dai primi momenti: “è come se i cani avessero compreso chi fosse, ovvero un membro della famiglia, sicuramente nuovo, ma parte del loro vivere”. Giulia e Simone raccontano sorridendo che ogni tanto devono far tacere gli abbai delle loro cagnolone per timore che sveglino la piccola , ma forse questo è l’unico comportamento che hanno dovuto in qualche modo correggere o smorzare. Saphira, il cane di più grandi dimensioni , nonostante la sua mole ha saputo regolarsi da sola e rispettare gli spazi della bambina.
Chiediamo a Simone, educatore cinofilo, cosa direbbe ad un cliente che vuole prendere il cane come “regalo” per il figlio: “lo sconsiglierei vivamente! Mettendo subito sul piatto tutto ciò che tale scelta comporterà per i genitori (e non per il bambino) – Il cane non dovrebbe mai essere un regalo ma una conquista pensata e motivata. Bisogna ricordarsi che il cane è un membro effettivo della famiglia con i suoi bisogni, esigenze ed interessi. E sono da soddisfare sempre…e non sarà il bambino a farlo, ma i genitori. Quindi la domanda che faccio sempre è: Siete pronti a farvi stravolgere la vita?. 
La coppia racconta inoltre di essere sempre stata in stretto contatto con gli animali, fin dall’infanzia: Giulia è cresciuta con conigli e canarini e con l’immenso desiderio di poter avere un cane, che ha poi adottato lei da adulta. Simone invece aveva un cane da bambino, ma viveva in campagna e dunque il contesto e le dinamiche erano completamente differenti dall’ambiente urbano dove vivono ora. 
”Pensiamo entrambi che avere un cane nella propria famiglia sia un grandissimo valore aggiunto. Oltre che insegnare a convivere con un altro soggetto, diverso da noi, aiuterà sicuramente la bambina a creare un legame profondo e sincero con gli animali e con le persone. Crescere con un cane la aiuterà ad essere più attenta alle esigenze altrui, a comprendere le diverse necessità e a rispettare tutte le forme viventi.”
Entrambi concordano sul fatto che un bambino non debba essere MAI lasciato da solo con un animale , qualunque esso sia poichè il bambino non è ancora in grado di comprenderne diversità e necessità.
I bambini hanno modi e tempi differenti di approcciarsi al cane, spesso hanno movimenti repentini, afferrano con intensità , fanno voci e gridolini che non sempre vengono compresi dal cane nel giusto modo. Ripetiamo dunque quanto sia importante vigilare sempre le attività ludiche e non tra bambini e cani, in modo da tutelarli entrambi. 
A Simone, direttore dell’Orma di Maya , non possiamo non chiedere se c’è una speranza che la piccola Sofia si appassioni al suo lavoro seguendo , appunto le ORME del papà: “Io spero che la mia bambina segua le sue vocazioni ed il suo cuore . Se deciderà poi di seguire le mie orme sarò un papà felice, ma non meno se decidesse di fare altro” .
Sentiamo ora il parere di Alma Perroni, educatrice ed istruttrice cinofila oltre che operatrice di Pet Therapy, ma che oggi ci parla soprattutto come proprietaria e mamma. Alma ci racconta della sua splendida famiglia allargata : il figlio Lorenzo di 10 anni, la simil bassotta Nina di 14 , la simil maremmana Vittoria di 13 anni e poi l’ultima arrivata ovvero la Golden Retriever di un anno e mezzo. Quando era in dolce attesa i suoi cani erano addirittura quattro! Tutte le sue cagnolone si sono accorte della gravidanza e le sono state accanto fino agli ultimi giorni di gestazione. “Ho subito inserito mio figlio Lorenzo nel branco appena è arrivato” racconta sorridendo ; ” la convivenza è iniziata nel modo più naturale e spontaneo possibile: un’annusata e benvenuto a casa!”. Le attenzioni e le piccole accortezze sono iniziate quando Lorenzo ha cominciato a gattonare e poi camminare, infatti la neomamma si è sempre preoccupata che lo spazio dei cani non venisse invaso dal piccolo e che gli animali non venissero svegliati o disturbati mentre riposavano.
”I miei cani mi hanno sempre aiutata e supportata nell’educare ed allevare mio figlio; mi è capitato di entrare in negozi affollati, lasciare il piccolo fuori nel passeggino ed incaricare la Maremmana Vittoria di badare a lui per quei brevi momenti” Effettivamente chi avrebbe avuto il coraggio di avvicinarsi a Lorenzo, con quella gigantessa bianca seduta affianco a lui? . Adesso invece è Lorenzo a prendersi cura dei suoi cani, infatti a volte si occupa di raccogliere le deiezioni in passeggiata, prepara le ciotole e si occupa anche del gatto di casa. Ogni tanto Lorenzo porta anche la giovane Golden al guinzaglio, ma sempre sotto l’attenta supervisione di mamma Alma …e ovviamente del resto del branco! E’ sicuramente un pò presto per lasciare completamente i guinzagli nelle manine di Lorenzo. 
”il primo consiglio che darei a dei proprietari di cani che aspettano un bambino è quello di non avere ansie, ma non prendere neanche la situazione sotto gamba: se non hanno esperienza è sicuramente utile chiedere consiglio ad un educatore cinofilo per fare in modo che il cane accetti al meglio la situazione ” consiglia infine Alma, ricordando anche l’importanza di scegliere il cane giusto per ogni famiglia in modo che vengano rispettate le esigenze di tutti gli individui coinvolti. 
 Possiamo concludere affermando che un umano che cresce con un cane ha solamente dei benefici e dei valori aggiunti, ma ovviamente dobbiamo rispettare e comprendere entrambe le specie, capirne le diversità ed aiutare entrambi a superare i loro limiti. Forse ciò che facciamo per i nostri figli avvicinandoli al diverso ed aiutandoli a comprenderlo , non è altro che un grande regalo che facciamo a noi e a tutti gli esseri umani : cresciamo una nuova generazione in grado di ritrovare la sua vera e più profonda natura. In questo modo, forse, un giorno i nostri figli ci insegneranno a spegnere lo smartphone e guardarci attorno , ad essere un po meno Robot e un pò più licantropi.
Livia Carnazza- Ed. Cinofila ORMA DI MAYA