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ASINO A CHI?

Nell’immaginario collettivo l’asino è pigro, testardo e ostinato fino alla stupidità. In realtà l’asino è uno dei mammiferi più intelligenti e possiede un grandissimo spirito di osservazione. E’ un animale attento e affidabile, ha una memoria portentosa e quel che ha  sperimentato una volta, non lo dimenticherà mai più. L’antenato dell’asino e del cavallo, è l’Heoippus o Hyracoterium, un animale dalle dimensioni pari a quelle di un gatto che apparve sulla Terra circa 60.000.000 di anni fa. Circa 3.000.000 di anni fa le linee evolutive del cavallo e dell’asino si separarono. Il primo si strutturò in grandi branchi nelle praterie del Nord Europa e la velocità divenne la sua arma per sfuggire ai predatori; il secondo scelse gli aridi e rocciosi territori sud sahariani, organizzandosi in piccoli gruppi per far fronte alla scarsità di cibo disponibile.  Sviluppò una maggiore agilità nelle zone impervie, un più acuto udito ed una “voce” potente per poter avvisare i compagni del pericolo. La sua lentezza e i suoi sensi altamente sviluppati, lo portano ad affrontare un evento inatteso non con un’irruente fuga, ma cercando di capire come affrontarlo. Ricordate quindi che se un asino si ferma su una strada diritta e si rifiuta di andare avanti non è testardaggine ma attenzione e precauzione. Se per il cavallo, che viene dalle praterie, la soluzione migliore in caso di pericolo è la fuga, per l’asino, che trova le sue origini in zone desertiche e sassose, la fuga istintiva senza riflettere sarebbe un rischio troppo grande. Potrebbe infatti, non stando attendo a dove va, inciampare e cadere in pasto ai predatori. Dunque, in caso di minaccia, l’asino invece di fuggire riflette. Non è forse intelligenza questa? Se pensiamo ad un asino ci immaginiamo un animale piccolo e grigio, ma l’aspetto di questi quadrupedi è molto più vario. Partiamo delle orecchie. Le orecchie dell’asino sono particolarmente lunghe proprio perché adatte a disperdere calore, retaggio di un adattamento al clima desertico in cui l’asino viveva. Questo adattamento ha portato l’asino a disporre, come il cammello, di un tessuto adiposo sottocutaneo a livello di collo, dorso e groppa che funziona da vera e propria riserva idrica. La sua coda è un ottimo scaccia insetti. Il pelo degli asini tende ad essere più lungo e più grossolano di quello del cavallo, le sfumature di colore possano variare. È importante notare che non producendo la stessa quantità di sebo naturale prodotto dai cavalli sono più suscettibili alle condizioni climatiche avverse. L’asino ha sviluppato anche una particolare sensibilità tattile nel labbro superiore e nello zoccolo. La prima è utile per la ricerca e la scelta del cibo, la seconda è necessaria per riconoscere le diverse asperità del terreno durante il cammino notturno. L’asino ha un campo visivo molto ampio; gli occhi dell’asino sono posizionati lateralmente con un campo visivo monoculare (laterale di 215 gradi, globale e circolare di quasi 360 gradi, binoculare, cioè nella parte anteriore quando il campo visivo attraversa entrambi gli occhi, la vista è molto limitata circa 60-70 gradi). Non riesce a guardare in alto e la sua vista notturna è buona. Percepisce gli oggetti così come fa l’uomo, però in relazione alla grandezza. La sua vista è sfuocata ed è quindi normale che un asino si possa bloccare quando trova ombre alternate a fasce di luce.

L’olfatto è uno dei sensi più sviluppati e viene utilizzato non solo per riconoscere il cibo ma anche per identificare la presenza di altri animali e dell’uomo. Tra gli erbivori è ritenuto quello in grado di riconoscere il maggior numero di sapori e la sua’aspettativa di vita è di 27 anni, ma possono anche vivere più di 40 anni. Un asino adulto è un animale molto curioso e pieno di temperamento, ma potete immaginare quanto i cuccioli siano pieni di entusiasmo ed energia. Già pochi minuti dopo la nascita i puledri si alzano e annusano in modo curioso la madre e tutti gli altri che gli stanno attorno. Nei primi giorni rimangono vicini alla madre, ma la curiosità vince sulla sicurezza e iniziano ad esplorare l’ambiente circostante. Mentre gioca impara le regole sociali e come ci si comporta da asino.

E’ curioso, generoso nell’approcciarsi e diffidente verso coloro che non si rapportano a lui in modo limpido. Così come il cavallo, anche l’asino è un animale da branco. Il suo piacere di stare con gli altri, animali o umani, dura una vita: con la sua eccezionale memoria non dimentica mai nessuno. Gli asini possono instaurare legami molto forti e duraturi. L’asino è però anche un individualista: non è pauroso, non cerca sempre la protezione del branco ed esplora volentieri l’ambiente anche da solo. La sua lentezza lo rende un animale non portatore d’ansia perchè non fa mai dei movimenti bruschi che possono provocare paura nel suo accompagnatore.

Che ne dite ora di questo magnifico animale? Forse dovremmo ricrederci un po’ sul suo conto!

Fonte primaria ambientetrentino.it Michela Luise – Federica Aste