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PESCE ROSSO. DALLA CINA ALLE NOSTRE CASE

Il pesce rosso (Carassius Auratus) è indiscutibilmente il primo pesce ad essere stato allevato a scopo ornamentale, per cui si può definire il pesce d’acquario per eccellenza.
È altresì, purtroppo, uno degli animali da compagnia più sottovalutati e malgestiti, per via del suo basso costo e facile reperibilità. Il pesce rosso è invece un animale nobile, longevo (può vivere anche 25 anni), dotato, a suo modo, di sensibilità e intelligenza e merita un grande rispetto e dignità e non di essere ammassato in bacinelle nei Luna Park, in attesa di essere vinto, sbatacchiato in un sacchetto e relegato nell’insalatiera della nonna o in una boccia a finire i suoi brevi giorni, come purtroppo siamo abituati a vederli.
Esistono testimonianze scritte a dimostrazione dell’antico rapporto tra questo animale e l’essere umano, le più antiche risalgono alla cina della Dinastia Chin, tra il 316 e il 265 A.C.
Ma fu in Giappone, nel 1400, che cominciarono le prime selezioni massicce e nel 1700 il pesce rosso approdò anche in Europa, diventando subito dei piccoli simboli di nobiltà tra i personaggi di spicco del tempo, i quali si contendevano queste bestiole per abbellire le proprie dimore.
Ad oggi il Carassius Auratus possiede tantissime varietà, diverse tra loro come lunghezza, fluenza e numero di pinne, colori, forma del corpo e degli occhi e tutte queste varietà si suddividono semplicemente in due categorie: le varietà omeomorfe (quelle che somigliano maggiormente al pesce rosso originale) e le eteromorfe (quelle che maggiormente se ne differenziano)
A prescindere dalla varietà, i tratti salienti sono i medesimi per tutte: il Carassius Auratus è un pesce che ama stazionare nella zona centrale, anche se ama molto grufolare sul fondo, come le carpe, alla ricerca di cibo nascosto tra i sassolini del fondale. Sono pesci onnivori, con preferenze vegetariane. In commercio esistono ottimi mangimi appositi, che sarà bene integrare con cibi vegetali, oltre che con mangimi surgelati e qualche verdura sbollentata (come piselli, zucchine o insalata). È molto importante non eccedere nel nutrimento, in quanto sono pesci molto ingordi e soprattutto le varietà più pregiate possono incorrere in indigestione.
In quanto alla sistemazione, penso sia chiaro che bocce e vaschette siano da scartare, specialmente le prime, in quanto troppo piccole, con poca ossigenazione, mancanza di filtro e termoregolatore (che quindi porta a sbalzi di temperatura e di valori dell’acqua.
Se volete fare un regalo al vostro pesce rosso, prendete un acquario e anche spazioso, in quanto i pesci rossi crescono parecchio e hanno bisogno di molto spazio (circa 30-50 litri per le varietà omeomorfe, quindi quelli “a coda singola”, che nuotano più velocemente e crescono di più) e circa 25-30 litri per le varietà eteromorfe, i “coda doppia” come Oranda, Fantail, Telescopici, che sono più goffi, meno dinamici nel nuoto e raggiungono dimensioni inferiori)
Nonostante siano definiti pesci d’acqua fredda e le varietà simili al pesce rosso originario possano tranquillamente svernare in laghetto, anche sotto un leggero strato di ghiaccio, i pesci rossi delle varietà più pregiate si trovano a loro agio anche a temperature tra i 20 e i 25 gradi.
L’acquario ideale è quello dedicato a loro, senza introduzione di pesci tropicali di altre specie, ad eccezione per alcuni pesci da fondo robusti e tranquilli. La vasca dev’essere spaziosa, arredata in maniera da lasciare molto spazio libero per il nuoto con fondo fine dove possano grufolare e senza decorazioni spigolose o pungenti, specialmente nel caso in cui si vogliano allevare varietà con pinne molto lunghe o occhi telescopici. Contrariamente a quel che tanti pensano, l’acquario per pesci rossi può essere ben piantumato, a patto di scegliere piante robuste e allestirlo qualche settimana prima dell’introduzione dei pesci, in maniera da lasciare radicare bene le piante. Vallisneria, Egeria, Crinum sp., Anubias e Cryptocoryne sono le piante che maggiormente potranno darvi soddisfazione in un acquario dedicato ai carassi.
Un buon impianto di filtraggio e di areazione e un termostato regolato sui 24-25 gradi completano l’equipaggiamento necessario per far vivere bene i vostri amici pinnuti e darvi la soddisfazione di aver ricreato un bell’angolo di natura dedicato a questi amici davvero speciali!

Giuseppe La Franca