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LE RIFLESSIONI DI TEA: UNA GIORNATA PIENA DI EMOZIONI IN SICS

Eccomi qui a raccontarvi della mia ultima avventura che quel pazzo di Paolo mi ha regalato. Tutto è iniziato lunedì sera quando, dopo cena ( ma forse sarebbe meglio chiamarlo spuntino ), l’ho visto preparare le borse. Dopo tanti anni lo capisco così bene e “sento” le sue emozioni, i suoi stati d’animo. Questa volta sentivo qualcosa di nuovo, mai vissuto. Lascio fare. Mi corico e controllo da vicino, ma con discrezione,  che nella borsa entrino anche i miei asciugamani, i miei imbraghi, le mie cose.
Purtroppo negli ultimi mesi è andato via tante volte senza di me. Mi ha sempre spiegato che lo faceva per salvaguardare la mia salute, il mio ginocchio. Tutto vero. Ma io preferisco comunque stargli vicino. Credo che per lui sia la stessa cosa. Lo vedevo partire, per fare qualcosa che certamente ama fare, ma non era felice. Sono sicura che gli mancavo proprio io. In fondo noi due stiamo veramente bene solo insieme. Paolo parla di animale a 6 zampe con un cuore solo e a me piace tanto l’idea. Speriamo che questa volta mi prenda in braccio, come suo solito, e mi carichi nel baule.
Vedremo. Andiamo a dormire. In piena notte, credo fossero circa le tre, lo sento alzarsi. Vista l’ora forse dovrei solo consigliargli delle pastiglie di “Prostamol” !! .. Poi sento il profumo del caffè. Mi alzo svogliata dal divano e vado in cucina, ed immediatamente “sento” la sua adrenalina, mi sembra di sentire il suo cuore .. e no caro Amico, ora mi appiccico ai tuoi piedi a costo di farti cadere, ma questa volta non ti lascio partire solo. Lui si abbassa e come fa di solito, mi sculaccia la gamba che è ancora spelacchiata e mi bacia sulla testa. Credo che per voi Umani sia qualcosa di bello questo bacio. In ogni caso fa stare bene lui e rassicura me.
Ho capito. Parto anche io. Ancora insieme. Ultimi preparativi e finalmente partiamo.
Paolo non mi ha dato da mangiare. Forse si è dimenticato. Anche se a fatica lo perdono, perché ancora una volta “sento” che qualcosa di importante sta per succedere. Mi sembra che abbia la testa fra le nuvole, stia “volando” con i pensieri .. poi capirò che non erano solo pensieri. E’ davvero un adorabile pazzo.
Prima piacevole sorpresa. Non viaggio sola. Passiamo a prendere un biondino con tanto pelo, molto più giovane di me. Sento che la sua Amica che è seduta davanti lo chiama “Mare”. Che bello. Un nome che evoca mille piacevoli ricordi.
Il viaggio è lungo. Finalmente ci fermiamo un attimo. Siamo aumentati. Ci sono anche alcuni miei Amici che non vedo da un po’. Paolo finalmente si ricorda di darmi qualcosa da mangiare. Per fortuna gli antinfiammatori devono essere presi a stomaco pieno !
Finalmente arriviamo e veniamo accolti da un bel sorriso di Ferruccio, che credo sia il capo, che ci dice dove parcheggiare. Subito vediamo anche Donatella che ha insegnato – e continua a farlo – così tanto a me e a Paolo. Sento un’aria consapevolmente “seria” intorno a me. Mi giro e vedo quell’enorme macchina con una ventola come cappello. Ricordo di essermi già avvicinata a quello che Paolo chiama elicottero. Ricordo un rumore pazzesco e tanta aria, che mi faceva muovere le orecchie come un bloodhound.
Vedo Paolo che si mette l’imbragatura, il caschetto, e veste anche me con il mio amato imbrago. Ormai lo sento mio. Un secondo strato di pelo. Percepisco emozioni forti. Agitazione. Tensione. Felicità.
Arrivare a 11 anni e salire su quel grosso “uccello” che credo si alzerà in volo non è cosa da tutti. Sono un po’ agitata anche io. Come ho fatto tutta la vita, senza pentirmi mai, sto vicino a Paolo. In fondo insieme abbiamo fatto grandi cose. Perché preoccuparsi dunque.
Ci sono tante magliette rosse e bianche in giro. Vedo che Paolo saluta qualcuno. Io so che vorrebbe salutare tutti, uno ad uno, perché tanti li conosce solo attraverso quello che chiamano “facebook”. Sono strani questi bipedi, sono Amici, senza essersi mai visti. Ma torniamo a noi.
Tutti sono attenti ad organizzare con cura dove dobbiamo metterci, cosa dobbiamo fare e cosa non dobbiamo assolutamente fare. L’ambiente è sereno ma assolutamente serio. Le responsabilità sono tante e tutti devono prendersi le proprie. Io approfitto di questo momento per farmi un sonnellino. Mi affiderò a Paolo, come al solito.
Improvvisamente un rumore che piano piano cresce di intensità. Lo ricordo bene. Non mi spaventa. Siamo lontani. Sono qui vicino a Paolo. Ogni tanto alzo lo sguardo, anche se non ho bisogno di guardarlo per “sentire” la sua emozione. Appena posso cerco di rassicurarlo con un colpo di coda, uno sguardo, una leccatina.
Ecco che si alza il bestione rosso. Rumore. Vento. Ci siamo. Che emozione. Tutto procede al meglio ma siamo in tanti ed i tempi di attesa sono lunghi. Io dormo.
Ora tocca davvero a noi. Paolo stammi vicino. Devo essere sincera. Sono intimorita. Forse potrei chiamarla paura. Ci siamo. Ci avviciniamo di corsa all’elicottero. Il rumore è fortissimo. L’aria rende difficoltosi i movimenti.
Uno. Due. Tre .. ed eccomi seduta fra Paolo e Donatella, e questo mi rassicura un pò. Partiamo. Un attimo e stiamo volando. Sento indistintamente tutte le emozioni di Paolo, e sento quanto sia preoccupato per me. Mi abbraccia. Credo mi parli. Piano piano mi rilasso un po’. In fondo sono qui con il mio compagno di Vita, stiamo facendo insieme qualcosa di eccezionale. Sono un cane di 11 anni al suo primo volo. Potrò permettermi un po’ di agitazione ?  Mi stringe a lui e questo mi rassicura. Che emozione. Sono orgogliosa di me e felice per lui. So che desiderava tanto vivere questa esperienza con me. Insieme. Ci mancava questo tipo di adrenalina.
Viviamo intensamente questi attimi, abbracciati e vicini, come sempre abbiamo fatto nella nostra vita insieme. Atterriamo ed in un attimo stiamo correndo con i piedi per terra. Forse è più naturale per me, ma sono così felice perché mi basta guardare gli occhi emozionati di Paolo per dimenticare timore e ansie.
Anzi spero di poterlo rifare al più presto. Magari il mio ginocchio sarà guarito completamente ed insieme ci butteremo in acqua per andare a prendere qualcuno in difficoltà. Questo facciamo Paolo ed io insieme.
Ora siamo qui sudati, stanchi, accaldati, ma felici. Saluto i miei amici Yago e Mare ( sono i primi che vedo ) con i quali abbiamo condiviso questa magnifica avventura.
Ringrazio davvero tutti coloro che hanno permesso a me e Paolo di vivere questa incredibile esperienza e poi tutti i miei compagni di Squadra e Amici. Solo crescendo insieme riusciremo ad arrivare lontani, e volare ancora più in alto. Una giornata che non dimenticherò mai. Tre minuti che hanno ulteriormente rafforzato il legame con il mio Amico che nonostante l’aspetto burbero ed i tatuaggi mi ha sempre coccolata, amata e fatta sentire importante. Io da parte mia ho solo lui e la mia famiglia. Non serve dire o scrivere altro.

Paolo Gonnet