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LA STORIA STRAZIANTE DELL’ORSO POLARE

Il video di Paul Nicklen sull’orso polare dell’isola di Baffin, sofferente e affamato, divenuto ormai virale in questi giorni sul web, con una visualizzazione superiore al milione di persone, ha suscitato un importante dibattito tra coloro che ritengono questo video frutto dei danni che l’uomo sta causando al clima e, quindi, il futuro in cui incorreranno tutti gli orsi polari e tra coloro che lo ritengono una pista errata.

In molti, vedendo il video, hanno visto con i loro occhi la figura esile, le ossa sporgenti e i muscoli atrofizzati, causati sicuramente dalla fame che si protrae da lungo tempo.
Alcuni hanno avanzato l’ipotesi di una malattia, ma senza una necropsia, autopsia sull’animale, è impossibile constatarlo. Ciò che è certo, è che alcuni orsi polari contraggono dei parassiti, ma questa specie, non è incline ad ammalarsi così facilmente.

Purtroppo dell’orso polare non si sa più nulla, in quanto il video, girato a fine agosto, è stato ripreso fino a che le condizioni climatiche lo hanno permesso. Nicklen, fotoreporter e biologo marino è convinto che sia morto uno o due giorni dopo.

Quello che si può affermare è che le popolazioni di orsi polari nel mondo non sono in pericolo immediato, ma con l’aumentare delle temperature, il ghiaccio marino stagionale tende a sciogliersi molto rapidamente, tornando a riformarsi con ritardo. Questo causa, agli orsi polari, un lungo periodo di sopravvivenza grazie esclusivamente alle loro riserve di grasso.
Un’ulteriore preoccupazione è data da questo surriscaldamento globale, in quanto, se dovesse aumentare ulteriormente, l’ecosistema marino dell’Artide non sarà più come l’abbiamo conosciuto sino ad ora, spiega il famoso esperto di orsi polari Ian Stirling.

Ciò che è quindi certo, è che non sussiste pericolo imminente di estinzione, ma gli orsi polari, attualmente in pericolo, ci stanno preparando ad una conoscenza futura del nuovo Artide.