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INVECCHIARE INSIEME

Tea e Oliver, state invecchiando ( ed io con Voi ) e Vi ringrazio per questa indescrivibile esperienza che mi state regalando. Vivere con Voi mi fa accorgere di come siano cambiati i nostri tempi, certamente non le nostre abitudini, ma sicuramente i nostri tempi. La nostra parola d’ordine è diventata proprio questa: rispettare i tempi !
Tea e Oliver, siete diventati più lenti in tutto. Certamente qualche difficoltà motoria, più o meno evidente, più o meno importante, rendono la nostra Amicizia più cauta ed attenta, ma certamente più forte ed intensa.
Oliver, questo nervo trigemino ti ha reso quasi cieco, ma non ha tolto nulla alla tua allegria, alla tua bellezza, alla tua bontà. Sei diventato ancora più intelligente. Hai capito che scendere le scale è molto più agevole, se puoi accomodarti fra le mie braccia, mentre sono io a scendere le scale. Naturalmente questo crea qualche domanda. E Tea con la sua espressione infelice mi ha presto chiesto, ma perché lui sì ed io no ? E allora eccomi a salire e scendere le scale con un cane diverso in braccio. Eppure è bellissimo. Lo faccio volentieri. Sembrerà strano, ma è un momento molto intimo, di estrema fiducia. Quella coda che si muove velocemente, vale più di mille grazie ! Certamente meritate tutte le mie attenzioni e la mia pazienza.
Invecchiando insieme a Voi mi sono accorto di quanto siate diventati abitudinari, di quanto qualsiasi cambiamento disorienti la vostra quotidianità.
Avete bisogno di me, ed io di Voi, più di prima. Abbiamo bisogno delle nostre abitudini, delle nostre certezze. Vi lascio soli il meno possibile, e comunque sempre in posti conosciuti e famigliari. Abbiamo avuto la fortuna di fare tantissime cose insieme, di viaggiare tanto e quindi anche la macchina è diventata la nostra casa. Ci stiamo bene. Mi piace guardare nello specchietto retrovisore e vedere il vostro musetto. A dir la verità di musetto vedo solo il tuo Oliver, perché Tea dorme. Credo si addormenti prima di uscire dal cancello.
Anche dormire è diventato più difficile. Con il passare degli anni si sono accorciate le distanze. Tempo fa dormivate vicini, sul vostro cuscino, di fianco a me. Potevamo guardarci ma avevamo i nostri spazi. Poi, piano piano, tu Tea hai iniziato a voler salire vicino a me, poco tempo dopo Oliver ti ha seguito.
Ora non vi accontentate più di starmi vicino, soprattutto Tu Oliver, non ti accontenti di “coricarti”, “sentirmi”, “toccarmi”. No, non ti basta. Devi spingere, come a voler diventare con me una cosa sola. Forse lo siamo diventati. E poi arriva Tea la prepotente, a cui non interessa essere comoda, a Lei interessa coricarsi dove vuole. Ed ecco crearsi degli incroci indescrivibili. Siamo Noi. Vicini. Ed io che al mattino mi sveglio con una spalla dolorante o un braccio addormentato. Ma appena apro gli occhi sento la vostra coda che sbatte sul letto. Si muove solo quella. E allora mi sento fortunato. Siete vicino a me. Siamo insieme. Ancora Vicini. Siamo “vecchi” e ci piace esserlo. L’importante è essere qui. Ancora qui. Insieme.
Paolo Gonnet