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I GATTI E L’ASMA, UNO SPIACEVOLE BINOMIO

Forse non tutti lo sanno, ma anche i gatti – come noi – possono contrarre malattie respiratorie come l’asma.
Diversi epidemiologi veterinari hanno stimato che circa il 5% dei gatti domestici soffrono di asma, acuta o cronica, che la rende la malattia respiratoria più diagnosticata nei nostri felini oltre che, al momento, non curabile completamente anche se sempre più gestibile grazie ai progressi medici.

COME CI ACCORGIAMO SE IL NOSTRO GATTO STA SVILUPPANDO UNA FORMA D’ASMA?

Ad esempio quando è a riposo o sta giocando e si ferma di colpo, con la respirazione che progressivamente diventa sempre più veloce e la bocca aperta, questa può essere una manifestazione di un attacco d’asma.
Il Professor Richard Goldstein, docente presso la Facoltà di Medicina Veterinaria della Cornell University, ha classificato in 4 livelli la gravità degli attacchi d’asma di cui un gatto può essere vittima:
– Lieve, quando i sintomi si verificano ad intermittenza e non tutti i giorni, senza comunque incidere sullo stile di vita dell’animale
– Moderato, quando i sintomi non si verificano tutti i giorni, ma quando lo fanno si dimostrano particolarmente debilitanti incidendo sullo stile di vita dell’animale
– Grave, quando i sintomi sono particolarmente debilitanti e si verificano quotidianamente
– Pericoloso, quando i sintomi portano ad una forte costrizione dei bronchi con conseguente mancanza di ossigeno potenzialmente mortale, il tutto evidenziato da una colorazione bluastra di naso e labbra

COME SCOPRIRE LE CAUSE?

Non è facile riuscire ad identificare la causa esatta di un disturbo respiratorio, per questo, in caso di sintomi, è opportuno iniziare da un esame fisico completo dal vostro veterinario di fiducia.
Il medico si occuperà di individuare l’esatta fonte della respirazione irregolare e verificare la presenza di eventuali problemi cardiaci o polmonari, tramite l’uso dello stetoscopio.
In seguito potrebbero essere necessari esami del sangue, per verificare la presenza di un’alta concentrazione di globuli bianchi detti eosinofili, che possono essere indicatori di una risposta allergica.
Un terzo step può prevedere anche esami diagnostici strumentali, come ad esempio i raggi-X.
Infine, per completezza potrebbe rendersi necessario un esame delle feci, per scongiurare la presenza di vermi e/o parassiti che possono essere responsabili dei sintomi asmatici

QUALI POSSONO ESSERE I FATTORI DI RISCHIO?

Se avete a cuore il vostro gatto, fate attenzione ad allergeni come fumo di tabacco, polvere nella lettiera, spray e deodoranti ambientali, candele profumate, acari e polline, che possono essere la causa diretta nello sviluppo di una sintomatologia asmatica o risultare estremamente dannosi e pericolosi nel caso di un gatto già affetto da questa malattia respiratoria.

QUALI APPROCCI TERAPEUTICI PER AIUTARLO?

Ovviamente non esiste un singolo trattamento, ma varia a seconda della gravità della situazione.
Spesso è consigliato l’utilizzo di farmaci corticosteroidi combinati con un broncodilatatore (ritenuti i più efficaci per combattere specificatamente l’asma felina) così da ridurre l’infiammazione bronchiale e parallelamente aprire anche le vie respiratorie.
Tali farmaci possono essere anche somministrati a casa senza particolari controindicazioni, per via orale tramite compresse, mediante iniezione o tramite un inalatore (il metodo di somministrazione più efficace).
Attenzione però a non esagerare con i trattamenti, soprattutto a base di corticosteroidi, perché il rischio è di combattere una malattia per contrarne altre, come ad esempio diabete o pancreatite.