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16 SPECIE A RISCHIO NEL 2018. L’ALLARME DEL WWF.

Il 2018 appena iniziato potrebbe rivelarsi un anno particolarmente doloroso per il mondo animale e di riflesso per tutto il nostro ecosistema.

Secondo il WWF infatti, che ha stilato un apposito report, quest’anno potrebbe vedere la scomparsa di ben 16 specie.
Nel mondo, le situazioni più drammatiche riguardano soprattutto il Vaquita, un parente del delfino di cui rimangono non più di una trentina di esemplari, il Kouprey, un grosso bovide che abita l’Asia sud-orientale e la cui specie è stata ridotta ad un manipolo di 50 esemplari dalla caccia spietata che li perseguita, e il Leopardo dell’Amur, che abita le foreste tra Cina e Russia e di cui si contano circa 70 esemplari esistenti.
A questi si aggiungono il Rinoceronte di Sumatra, in grave difficoltà a causa della costante riduzione delle foreste per fare spazio a coltivazioni di palma da olio; il lupo rosso, di cui sono ad oggi in vita meno di 150 esemplari; il bradipo pigmeo, della cui specie è possibile trovare non più di cento individui su un isola panamense; il pangolino, conosciuto anche come formichiere squamoso, molto ricercato proprio per le sue preziose squame ritenute “miracolose” nella medicina tradizionale; il chiurlottello, una tipologia di uccello rarissimo e quasi introvabile; l’ara golablu, un pappagallo che, come il Rinoceronte di Sumatra sta soffrendo particolarmente la forte deforestazione; il cavallo di Przewalski, tipico della Mongolia, la cui specie è ormai ridotta a 200 unità. Infine la madrepora oculata, una specie di corallo che sta per scomparire  a causa della pesca a strascico e dei cambiamenti climatici

Anche nel nostro paese possiamo trovare situazioni molto a rischio: è il caso in primis dell’Orso Marsicano, poche decine di esemplari, o dell’aquila del Bonelli, di cui rimangono circa 40 coppie. Oltre a questi, particolare attenzione va dedicata alle situazioni del gipeto, che non va oltre la decina di coppie nel nostro territorio, della lucertola delle Eolie di cui non restano che circa mille esemplari, e infine di una pianta, una specie arborea nota come abete dei Nebrodi che esiste esclusivamente sulle montagne siciliane.

Il WWF, attraverso la sua presidentessa Donatella Bianchi, ha così commentato: “Abbiamo il dovere di accendere i riflettori sul rischio di estinzione di alcune specie preziose e chiamare tutti a raccolta per combattere le minacce che rischiano di cancellare tesori di biodiversità in Italia e nel Mondo“.