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LEI VERRÀ O NON VERRÀ

Era il refrain di una canzone di Battisti, roba dei miei tempi, che mi piccavo di saper suonare benissimo, anche perché aveva un solo accordo.
E’ carina, magrolina, lavora in contabilità. Veste bene, secondo me, ma ci capisco poco di eleganza. Non una bellezza da girarsi per strada…ma ha davvero un bel sorriso. La sto aspettando.
Dicono che si cucca portando il cane al parchetto…sbagliato. L’ arma letale è un maine coon, datemi retta.
E’ stato sufficiente sedermi al suo tavolo in mensa ed appoggiare il cel sul tavolo.
“E’ tuo ?” trilla lei.
“Il cellulare ? no, lo ho appena rubato ad uno zingaro”.
“Non il cellulare, scemo, il gatto !”.
Guarda caso lui occupa tutto lo schermo. “Si, certo” rispondo con nonchalance.
“E’ bellissimo! Come si chiama ? Che razza è ?”.
“E’ un maine coon e si chiama GADARI (gatto da rimorchio)”.
Melkun ? mai sentita come razza.”.
“Beh…io abito a 5 minuti dall’ azienda…se vuoi vederlo ti invito”.
“Ok”.

Ho fatto venire apposta la peruviana a sistemare, sembra tutto a posto, ma anche di questo capisco poco. Doccia, barba, profumo, cucchiaietta con la mano per autotestare l’ alito…tutto a posto, sono persino pettinato. Un filino apprensivo. Sauron (ebbene si, sono un patito del signore degli anelli) ciondola per casa, casualmente bellissimo, come al solito.

MMMEEEEE ! citofono. Nei film i citofoni trillano, cinguettano, emettono aggraziati din don…il mio no…è a metà tra un rutto ed un maiale in curva. L’ ascensore sale…che emusiun ! E’ ora di sfoderare il mio fascino magnetico. “Ciao” esordisce soavemente lei. “Ehh…ciao…entra pure” riesco solo a dire io, riconfermandomi imbecille. “Se vuoi siediti, se non vuoi…” non riesco a finire la frase…troppo stupida.
OMMIODDIOMAE’ENORME !”. il mio orgoglio maschile si impenna, ma poi capisco che si riferisce a Sauron.
Come hai già detto che si chiama ?”.
STASITRO (stasera si …)”.
Avevo capito GADARI, ma non importa”.
Ecco, non importa. Dai, siediti qui sul divano, vicino a me…”.
E’ bellissimo ! Ma dove lo hai trovato ? Mangia tanto ? Graffia se lo accarezzo ?”.
L’ ho trovato in una navicella spaziale, i suoi genitori sono rimasti su Kripton, mangia una cifra e non graffia, ma è poco socievole con gli estranei”.
BADIGA (bas….. di gatto) invece…sfodera il colpo da maestro…si siede compunto sul tavolino, in perfetta posa per farsi ammirare, a dieci centimetri dalle sue gambe, eleganti ed accavallate, tanto che per un momento non so cosa guardare, ma poi me lo ricordo.
Micio, micio, micio…certo che anche te gli hai messo un nome difficile “ dice lei entusiasta, facendogli i grattini sulla testa.
Si, ok, ma lasciamo perdere il gatto e pensiamo a noi, dai…”.
Un balzo. La mia serata andata in fumo per un balzo, per giunta lento e pigro.
FIDIPU (oramai avete capito) salta tra noi due, si allunga sulle sue cosce e si abbandona. Svanita la possibilità di toccarle le gambe.
Ma che amore ! E’ stupendo” …e gli ravana la pancia. A lui !
Scusa Lorena, ma io volevo tro…vare punti in comune con te…”. Lei non sente, rapita in un’ estasi felina.
Sono offeso, deluso, amareggiato, rintanato in un angolo del divano…e quel che è peggio…anche io accarezzo distrattamente FIDIPU (oramai è deciso, lo chiamo così).
E le ore ciondolano tra aspettative deluse e domande infinite, tutte di pertinenza gattesca.
Ohètardissimoscusadevoscapparedomanic’èlariunionemensilegrazieèstatobellissimomandamilefotosuwhatsappciaovadobacio”…clang…l’ ascensore scende.
Chiudo la porta.
Fisso Fidipu con gli occhi iniettati di odio, rossi fiammeggianti come quelli di un criceto mannaro. “Simpatica la tua amica, reinvitala. Dai, metti giù le crocchette e finiamo in bellezza la serata”…sembra dire lui.
Vado a letto. Non so se mandare a quel paese le donne o i gatti, domani decido.
Credevo di addormentarmi coi sospiri di Lorena nelle orecchie.
Invece sento le fusa rumorose di Fidipu, quasi peggio del campanello. E mi scappa da ridere.

Alex Giordana