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I DELFINARI DELLA DISCORDIA

Il 2018 si è aperto con una notizia che sta facendo discutere, e che riguarda la controversa decisione di autorizzare e promuovere il nuoto nei delfinari.
Secondo il Decreto del 20/12/2017 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, sarà “consentito l’ingresso in vasca ai soggetti che partecipano ad attività di educazione e sensibilizzazione del pubblico in materia di conservazione della biodiversità con i delfini, nell’ambito di specifiche iniziative programmate all’interno delle strutture in possesso della licenza di giardino zoologico che detengono delfini”.Una decisione che ha messo la LAV e l’associazione Marevivo sul piede di guerra; in particolare quest’ultima, attraverso la presidente Rosalba Giugni, ha affermato che “sarebbe davvero interessante sapere su quali basi scientifiche sarà possibile consentire ai visitatori l’accesso nelle vasche con i delfini. I delfini sono l’interfaccia fra le profondità e la superficie del mare, sono il simbolo della libertà e della gioia di vivere. Un delfino in cattività non può essere compreso nella sua vera natura né tanto meno può contribuire ad educare e sensibilizzare il pubblico sulla conservazione della biodiversità marina”.
E la LAV, tramite il suo presidente Gianluca Felicetti, definisce questa decisione “l’ultimo regalo del Ministro Galletti, il via libera al nuoto con i delfini nei delfinari, una Legge ad dephinarium mascherata da educazione. Qualcosa che, lo stesso Galletti, aveva vietato appena due anni fa!“.

La motivazione dell’educazione alla biodiversità non viene quindi ritenuta abbastanza credibile, e le due associazioni sono d’accordo nel reputarlo principalmente un espediente per portare più introiti dalla vendita di biglietti a delfinari, acquari e parchi a tema.

Mentre in tutto il mondo svariate campagne di sensibilizzazione stanno facendo evidenti passi avanti in direzione di un progressivo abbandono dei cosiddetti zoo acquatici, in Italia la strada sembra purtroppo  ancora in salita.
Ma Marevivo (così come altre associazioni) non accenna ad arrendersi, come dimostrano le varie iniziative di cui si fa costantemente promotore: tra queste, c’è anche la promozione per l’istituzione di un area marina protetta nel Golfo di Taranto, dove sono presenti numerosi esemplari di delfini e balene, per spingere la popolazione ad andare a vedere questi animali nel loro habitat naturale e disincentivare così il turismo nei delfinari, considerati per questi animali delle vere e proprie prigioni.