IL CAFFÈ

Il mio veterinario è antipatico.
Dico sul serio. Ma antipatico antipatico.
Anni fa, Fidipu era cucciolo, era sempre stanco ed abbattuto, provava a giocare con tutto l’armamentario che avevo comprato, ma smetteva subito e dormiva.
Dopo un mesetto, 3 veterinari e 400 euro di visite, ne parlavo con un collega amico, al bar d’ angolo vicino alla ditta.
Lo porti dal Dr. House”, mi dice il barista che ovviamente aveva sentito.
Mi sento un po’ preso in giro dalla battuta ed abbozzo un sorriso, a dire che ho capito la battuta anche se non l’ ho apprezzata.
No, dico sul serio, lavora là” e mi indica un posto all’altro lato della strada.
Mi giro, in effetti c’è un microscopico ambulatorio con tanto di croce azzurra, mai notato prima. “Dr. House ?”.
Il cognome vero non lo so, ma lo chiamano così, è bravissimo ma antipatico. Viene spesso qui a mangiare, ma guai se qualche suo cliente lo consulta mentre mangia un panino leggendo roba strana”.
Una sera mi decido. Arrivo a casa, faccio la doccia, infilo Fidipu nel trasportino, rifaccio la doccia e vado.
E’ grande e grosso, una criniera di capelli e barba grigi, il volto severo. Ha aperto la porta tra sala d’ attesa e sala visite, ma la sua mole occupa tutta la luce.
Dica” mi dice brusco.
Buonasera dottore, senta ho un cucciolo di maine che mi sembra abbattuto e meno vitale del dovuto”. “Ah beh, se sembra a lei allora siamo a posto”. Cominciamo bene a simpatia.
Si gira ed entra in sala visite.
Venga !” quasi ruggisce.
Mi precipito. Deve aver accettato il caso. “Lo metto sul tavolo ?” dico io, riferendomi al trasportino ripieno di gatto.
No no, lo metta sul lampadario”.
Afferro la sottile ironia ed appoggio il trasportino sul tavolo. Lui apre la grata e si gira verso la scrivania, non curando nè me nè il gatto.
Sapendo quanto Fidipu detesti il trasportino ed i luoghi insoliti mi premuro di dire: “Guardi che farà storie ad uscire, come le ha fatte ad entrare”.
Acqua fresca, manco mi ha sentito. Ha preso una sedia e si è seduto accanto al tavolo visita, il faccione poco più alto del piano. Fidipu è rintanato che più non si può, la grata aperta non lo attrae per niente. Nessuno parla, nessuno si muove. E’ imbarazzante.
Poi Fidipu…esce da solo ! Per sconfessarmi e confermare il suo nome. Già immaginavo fughe precipitose, io ed il dottore a carponi a tirarlo fuori da sotto qualche mobile. Ero teso come la corda di un arco, pronto a scattare ed intercettare ogni tentativo di evasione del felino. Macchè.
Esce, si guarda intorno, da un’annusata distratta al faccione del dottore…e si sdraia sul tavolo, la coda ancora nel trasportino !
Gli occhi del dottore sono fissi sul gatto.
Per fornirgli informazioni e per parlare, credo, comincio a raccontargli di alimentazione, vaccini, abitudini. Ma mi rendo conto di non esistere per lui, che continua a fissare il gatto. Allora rimango lì, in piedi, in silenzio. Poi si alza, afferra Fidipu per la collottola e lo solleva ! Il mio Fidipu ! Io che per spostarlo di 40 cm sul divano per poterne godere un po’ anche io, lo sollevo con due mani, quasi fosse la salma di un neonato !
Ed il gatto manco una piega, anzi, pare faccia le fusa. Poi, per un 5 minuti lo visita, credo.
Finalmente, da quando sono entrato, si rivolge a me: “Vada al bar e mi porti un caffè con due bustine di zucchero”.
Sicuramente avrò capito male. “Come scusi dottore ?”.
E lui ripete.
Ma..”.
Si fidi, è la terapia” conclude lui sedendosi alla scrivania e congedandomi con gli occhi.
Eccomi qui, che attraverso la strada con un caffè con due bustine, rimuginando sulla pessima scelta del veterinario che avevo fatto. Stasera vado in rete e voglio proprio vedere se i gatti si curano col caffè ! Entro in ambulatorio…un tuffo al cuore ! Il Dr. House sempre seduto alla scrivania, il trasportino sempre aperto sul tavolo…e niente Fidipu !
Taccio, e porgo il caffè tremante. E lo vedo, placidamente acciambellato sulle gambe del dottor simpatia, che mette una bustina nel caffè, lo gira…e se lo beve !
Questo è il colmo, davvero troppo ! Io sono un cliente, mica il ragazzo del bar ! Ma prima che possa dare voce alla mia indignazione, lui apre la seconda bustina, la bocca di Fidipu e ci versa dello zucchero.
Non sarebbe stato carino scroccare una bustina al bar, giusto ? Tanto valeva prendere un caffè, le pare ?”.
Si si, mi pare, per carità, ma…”.
Non mi sente. Ha tirato fuori la penna laser e Fidipu ha visto il puntino. E per un buon 5 minuti è tutto uno scatto, un balzo, un agguato a quel puntino mosso da quel maniaco seduto divertito alla scrivania. E di stanchezza neanche l’ ombra. Non so davvero cosa pensare.
Poi si alza, riafferra per la collottola il mio bene supremo e lo infila (senza che faccia storie !) nel trasportino dicendogli: “Coraggio Fidipu, nessuno ha il padrone che si merita”.
Ma bene ! Siamo arrivati alle offese !
Stavolta fissa me e mi dice: “Il suo gatto proviene da un buon allevamento con molto spazio a disposizione dei gatti, ha un buon imprinting materno. Gli ho curato l’ ipoglicemia transitoria del cucciolo. Metta qualcosa sotto il termosifone, ci va troppo spesso a dormire”.
Siamo nel paranormale.
Come fa a sapere come fosse l’ allevamento ? Come fa a sapere che la cestina è vicina al termosifone ? Credevo fosse una attenzione, i gatti amano il caldo.
Evito di chiedere, per non subire battute sulla mia intelligenza.
Dottore, guarirà ?”.
A casa vada su google e cerchi il significato di transitoria, tanto già ci voleva andare, no ?”.
Mi sento confuso come un camaleonte in una vasca di smarties, e mi vergogno persino un po’. Prendo il trasportino ed esco, lui si appoggia allo stipite della porta ed accende una sigaretta.
Dopo tre passi mi giro e gli chiedo: “Dottore, mi scusi, ancora una cosa…perché quando lo porto in macchina piange sempre ?”.
Espira una voluta di fumo e fissandola rapito mi risponde:”Perché lei guida da schifo e vuole guidare lui”.
Ok, ci rinuncio. Mi incammino alla macchina.
La prossima vola il caffè lo offro io”.
Mi giro. E lo vedo sorridere !

Alex Giordana