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ALLA SCOPERTA DEL DISC DOG

Oggi vi parliamo di una disciplina che sta conquistando sempre più gli appassionati di sport e di animali.

Stiamo parlando del DiscDog, ovvero il gioco del freesbee (o meglio del “disc“, come preferiscono chiamarlo gli americani) praticato da un cane insieme al suo padrone.

Per andare alle origini di questo sport è necessario mandare la lancetta indietro di qualche decennio, fino ai primi anni 70′.
E il padre di tutto questo risponde al nome di Alex Stein, in collaborazione con il suo whippet Ashley. Alex si divertiva a insegnare al cucciolo a prendere e riportare il freesbee, tanto che il disco diventò presto il suo gioco preferito; le loro sessioni di “allenamento” vedevano Ashley esibirsi in spettacolari salti, che attiravano sempre più gente ad assistere agli spettacolini. Alex, una volta resosi conto di questo, si mise sotto per studiare il modo per farne un lavoro e quindi uno sport riconosciuto.
Alla fine optò per l’opzione più audace che però, anche se facendo un giro un po’ largo, alla fine si dimostrò quella vincente: era l’agosto del ’74, e durante la partita di baseball tra i Los Angeles Dodgers e i Cincinnati Reds, alla fine dell’ottavo inning Alex e Ashley fecero una vera e propria invasione di campo, dando spettacolo davanti a tutte le televisioni collegate e al pubblico sugli spalti che era in attesa della ripresa del match….e che andò in visibilio!!!

Peccato però che quello che avevano fatto non era proprio legale…ed ecco che Alex venne arrestato e multato.

Ma poco male, perché era riuscito ad ottenere il suo scopo: appena rilasciato infatti, fu sommerso di richieste per svolgere esibizioni negli intervalli delle partite, in seguito fu chiamato a tenere un’esibizione ai mondiali di freesbee (a quel tempo ancora riservati solo agli umani)…finché nel 1975 riuscì a far diventare il DiscDog una specialità di gara ufficiale!

Dopo questo excursus storico, ecco tutto ciò che dovete sapere su questa disciplina, specie se vi sta passando per la mente la voglia di provarla.

I fattori indispensabili per il DiscDog sono 3: un cane, un disco, un prato.

  • Per quanto riguarda il cane, ovviamente è precondizione necessaria che sia sano, dal momento che si tratta di uno sport che va a sollecitare particolarmente articolazioni, muscoli, tendini, legamenti e il sistema cardio-vascolare. Consigliata quindi un’accurata visita veterinaria di controllo per assicurarsi che il nostro cane goda di perfetta salute e sia in grado di sostenere sforzi specifici.
    Nel caso si voglia iniziare con un cucciolo, meglio attenersi ad esercizi propedeutici evitando di sollecitare fin da subito le sue articolazioni con il rischio di danneggiare anche la sua struttura ossea che ancora si sta formando.
  • Per il disco occorre fare attenzione alla scelta del materiale: un disco troppo duro e pesante infatti può seriamente danneggiare i denti e le gengive del cane, così come un disco invece troppo morbido magari di gomma vola in maniera irregolare impedendo al cane di prevedere la traiettoria corretta e rischiando di saltare in modo scomposto facendosi male. Il disco perfetto è quindi quello rigido fatto di plastica semi morbida, possibilmente con una zona di grip ruvida per permettere al cane una presa ottimale.
  • Il prato, a prescindere che sia grande o piccolo, è invece fondamentale che sia piano e senza buche, per evitare ovviamente che inciampando in una buca il cane possa farsi anche molto male.

 

Ora che sapete cosa fare e come attrezzarvi, vi starete chiedendo quali sono le varie specialità in cui ci si può cimentare con il DiscDog?
Eccone alcune:

  • Il Toss and Fetch (“lancia e prendi“, per dirlo all’italiana), ad esempio: si svolge in un campo di circa 50 yards e si guadagna un punto per ogni 10 yards percorse dal freesbee, che deve poi essere afferrato dal cane senza che tocchi terra. C’è anche un punto aggiuntivo qualora il cane dovesse afferrare il disco con nessuna zampa attaccata a terra. La durata in genere va dai 60 ai 90 secondi, e in questo lasso di tempo bisogna fare più lanci possibili
  • Poi c’è l’Extreme distance (distanza estrema), come estrema è la semplicità del suo scopo: vince chi fa il lancio più lungo.
  • Il Time Trial, ovvero la gara a tempo, prevede (come intuibile dal nome) di percorrere 20 yards impiegando il minor tempo possibile.
  • Il Freestyle invece è puro divertimento e fantasia: ogni coppia ha a disposizione dai 90 ai 120 secondi per deliziare pubblico e giuria con numeri spettacolari.
    I criteri di valutazione sono variegati, si differenziano da torneo a torneo e in genere sono in palio 10 punti che vengono assegnati tenendo conto ad esempio della precisione nelle prese, della creatività, della spettacolarità, ecc….e la valutazione finale tiene conto anche della razza e della struttura fisica del cane.
  • Freestyle a coppie: come sopra, solo con due conduttori insieme ad un solo cane. Un vero lavoro di squadra.

 

Ora che sapete proprio tutto….buon DiscDog a tutti!!!