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BUONE NOTIZIE PER L’ORSO MARSICANO: 12 NUOVI NATI NEL 2017

Bisognerà aspettare la fine dell’inverno e, quindi, del letargo prima di cantar vittoria, ma le premesse sono ottime.
Parliamo dell’orso marsicano (Ursus arctos marsicanus), il simpatico plantigrado, la cui unica popolazione, composta da meno di un centinaio di individui, vive isolata da anni nell’area del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e zone limitrofe.
La buona notizia è che nel 2017, come dimostrano gli avvistamenti e i dati raccolti dai ricercatori, sono nati almeno 12 nuovi cuccioli, un buon numero che la popolazione non vedeva raggiunto da almeno un decennio.
La mortalità dei cuccioli è però molto elevata, circa il 50%, per cui gli studiosi sono cauti e preferiscono non sbilanciarsi.
Secondo gli esperti, tale incremento di nascite è da attribuire ad annate particolarmente produttive di frutti di faggio che costituiscono l’alimento base (fino all’80%) della dieta primaverile degli orsi perché sono ricchissimi di grassi e proteine.
A differenza del cugino alpino l’orso marsicano ha una dieta più vegetariana e anche in autunno si ciba di frutti, come mele e pere, ghiande e bacche selvatiche, solo saltuariamente di carcasse di altri animali. Curioso e goloso di miele e di frutti succosi come le amarene – tutti ricorderanno la buffa orsa che faceva incursioni in un paesino d’Abruzzo per rifocillarsi di amarene – questa sottospecie crea talvolta problemi di convivenza con le popolazioni locali ma rispetto al Trentino è sicuramente più tollerato e meno temuto, probabilmente anche perché qui non si è mai del tutto estinto.
La popolazione dell’orso marsicano è arrivata sull’orlo del baratro nel secolo scorso ma grazie all’Ente Parco d’Abruzzo, e in particolare al suo storico direttore Franco Tassi e ad altre istituzioni, la specie è stata finalmente tutelata e protetta su più fronti. Tuttavia a distanza di trent’anni questo animale non dimostra ancora di voler ricolonizzare nuovi territori e resta confinata nell’area protetta con problemi di riproduzione tra consanguinei.

Oggi la speranza è che i nuovi cuccioli possano andare lontano ed evitare bracconieri, auto e bocconi avvelenati, le principali minacce a cui va incontro questo pacifico orso.