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LO SMACCO DI HOUSE

Domenica.
Io volevo stare tranquillo sul divano, girare per casa in mutande e mangiare porcherie take away.
Invece House mi ha trascinato ad una mostra felina. Uno che lavora coi gatti tutta la settimana e la domenica va ad una mostra…per me non è a posto.

La manifestazione è ordinatamente caotica, allegra. Gabbie adorne di fiocchi e fronzoli con dentro gatti, per me tutti meravigliosi. Le gabbie disegnano dei quadrati. Fuori i visitatori, centinaia, dentro i quadrati gli espositori. Mi ricordano molto i fanti inglesi a Waterloo che resistono alla carica selvaggia della cavalleria francese.
House ciondola nei corridoi, ricambiando i saluti di allevatori, colleghi, giudici. Ma al solito è concentrato sui gatti. Non gliene scappa uno, gli occhi rimbalzano tra le gabbie.
Poi…si ferma, e fissa una gabbia. Dentro…un robo grosso, molto grosso.
E’ un attimo.
Si incunea tra le gabbie.
House, aspetta, non si può…è vietato !”.
Appunto”, fa lui.
Prima che mi associno a quell’ insubordinato, fuggo, mi vado a prendere un caffè. Torno, e lo vedo beatamente seduto a conversare con l’ espositrice del “robo grosso, ma grosso”, maine coon ho poi scoperto. Si chiama Sandra, una brunetta aggraziata, dai lineamenti delicati, che sta raccontando ad House di gatti, esami, genetica e malattie.
Oddio…il topo in bocca al gatto…ho pensato.
Al solito avrà raccontato che fa l’ impresario di pompe funebri.
Si perché, in occasioni mondane, lui nasconde sempre la sua professione, per evitare i vari “Ma che bello ! Anche io da piccolo volevo fare il veterinario”, “Io ho un gatto/cane…”, “posso chiederle un consiglio ?”.
Impresario di pompe funebri. O pizzaiolo. Difficile che gli astanti dicano “Avevo uno zio che è morto” o gli chiedano una quattro formaggi.
Tavoli da toeletta con sù gatti rassegnati, spazzolati in ogni distretto anatomico, nuvole di borotalco, spazzole inquietanti, beauty case che “il truccatore delle dive” manco si sogna.
Ma…è la quantità di cibo che mi lascia perplesso. Ogni espositore del quadrato ha portato qualcosa, giusto per stuzzicare. Ma…4 o 5 espositori per lato…fa 20 espositori per quadrato, ed i quadrati sono tanti ! Torte fatte in casa, patatine, salumi, metri di salsiccia, torte salate, pasta fredda, birre e bibite, vino, pane…bandito solo, credo per ovvi motivi, il salame felino.
Ed House non si fa certo pregare.
Prima degusta, poi assaggia, poi mangia, alla fine si abboffa.
Totale: siamo venuti ad una mostra felina a livello nazionale, con giudici internazionali e…ci siamo ritrovati in una sagra paesana !
Usciamo, alla fine. House satollo e soddisfatto, che a momenti vomita.

Qualche giorno dopo ho l’ obbligo di accompagnare House a prendere il gatto, il SUO gatto.
All’ ambulatorio serve una mascotte” ha sentenziato. “Infonde fiducia un ambulatorio che ha un proprio gatto”.
Sarà.
Immagino che prenderai il robo grosso coon”.
Si, andiamo da Sandra”.
Campagna. Siamo in campagna. Per me la campagna è quel posto dove i polli vanno in giro crudi.
Ci apre Gianmarco, un ragazzone solido, simpatico, dagli occhi intelligenti, Sandra appena dietro di lui. Ci fanno accomodare e ci mostrano tutta la casa, con più di una punta di orgoglio. Accompagnando House oramai da anni, ho visto molte case, appartamenti, gattili, ospitare gatti.
Ma qui…tutta la casa è a misura di gatto !
E’ una casa di gatti che casualmente ospita un paio di umani. Un alberello, tiragraffi, non so come si chiamino quei cosi lì, troneggia nell’ ingresso. Solo che supera di sicuro i tre metri. E sopra, che mi guarda maligno…un super robo grosso ! Sarà dieci chili ! Ma passo incolume.
Ecco, questa è la sala relax”. Sarebbe il soggiorno, gatti sul divano.
Questa, beh, questa è la nostra camera da letto”. Un paio di gatti sul letto, uno sul tappeto, ma non ci giurerei che fossero finiti.
Questa è la sala toilette”. Il bagno, col succitato tavolo, spazzole e quant’ altro.
Questa è la nursery”. Gatte e gattini beati.
Altre tre stanze, tutte feline, ed il giro turistico è finito.
A sti due ragazzi rimane solo la cucina. No, mi sbagliavo. Un gatto anche lì.
House ha taciuto per tutto il tempo. Lo conosco. Sta cercando qualcosa che non vada. Sporco, odore, qualcosa di inappropriato. Se sta zitto…vuol dire che non ha trovato niente.
Godo, non può dar sfogo alla sua cattiveria.
Cinque minuti nella nursery ad osservare tutti i cuccioli, a fare i raggi X con gli occhi a tutti i cuccioli e poi…
Quello”, dice.
E senza aggiungere altro si dirige in cucina, sedendosi al tavolo.
Gianmarco ci raggiunge. “Scusate Sandra, ma è così. Tutte le volte che vendiamo un cucciolo…piange tre giorni”.
Mi faccio due conti: 3 fattrici…a 5 cuccioli a fattrice fanno 15 cuccioli…per due calori all’ anno fanno 30 cuccioli…per tre giorni a cucciolo…cacchio…sta donna piange tre mesi all’ anno !
House sta compilando l’ assegno.
Non me lo incartare…lo porto via così”.
No”. Risponde quieto Gianmarco.
Silenzio. Gelo. House si gira lentamente e lo fissa.
No ?” sibila.
No” ribadisce Gianmarco. “Noi i gatti li cediamo a 90 giorni compiuti”.
Posso anche morire. Ho visto qualcuno dire no ad House sui gatti. Ma non sui gatti…sul SUO gatto !
Segue almeno un’ ora di trattative, urla trattenute, imbonimenti.
Tratto gatti da quando tu non eri neanche un progetto di tuo padre” e delizie del genere.
Alla fine…niente.
Ce ne andiamo. E senza gatto.
I ragazzi, sempre educatissimi, al contrario di House ci salutano, Sandra con gli occhi rossi ed un pacchetto di fazzoletti in mano.
Non una parola in macchina, lui per i nervi, io per prudenza.
Il mio gatto ! Hai capito ? Il MIO !”.
Beh, House, tecnicamente è ancora loro…”.
Non mi sente.

Il tempo guarisce ogni ferita. Oggi House è allegro, stasera ha deciso di andare a trovare il suo gatto, sempre ostaggio dei ragazzi, che detto tra di noi, mi stanno sempre più simpatici.
E per decidere l’ ora telefona.
Buongiorno Sandra, sono House. A che ora vengo a vedere il mio gatto ?”.
Dottore, mi spiace, non può venire. Abbiamo i neonati, non entra nessuno in casa, neanche mia mamma. Ci vediamo tra 15 giorni”.
Il finimondo ! House urla, minaccia, implora, blandisce.
Vengo vestito da sala operatoria, con sovrascarpe, guanti e mascherina !”.
E…a forza di insistere…finalmente…niente.
Alla fine della telefonata guardo incredulo lui che guarda incredulo la cornetta.
Mi hanno detto di no” dice con un filo di voce. “A me che tratto gatti neonati dall’ 85”.
Dai House…non te la prendere…”.
Li detesto. E sai perché ? Perché hanno ragione. Io avessi un allevamento farei lo stesso”, confessa.
Dai…distraiti…guarda…sta entrando un cliente…puoi maltrattare lui…”.

Il tempo guarisce ogni ferita, solo che stavolta c’ è già la cicatrice di prima.
Oggi c’ è il sole. House ha già preso il caffè. Tra un po’ andrà in gastronomia, si farà fare un panino e  andrà a mangiarlo al bar di fianco, dove vendono panini, giusto così, per sfottere.
Sta mandando referti in clinica per email.
Ad un certo punto…un balzo ed un urlo !
Carogne delinquenti !” sbraita.
Mi precipito a guardare lo schermo. Cosa vedrò ? Gatti mutilati da teppisti ? Cani abbandonati ? Tartarughe cabrio ? Macchè…c’ è la foto di un gattino ME-RA-VI-GLIO-SO.
E’ il mio gattoE’ Fidipu ! Girano il coltello nella ferita !”.
Ma no House, sono gentili, vogliono farti vedere come cresce bene il gattino…”.
Giuro…adoro quei ragazzi. House ha preso la moto, lasciando l’ ambulatorio aperto.
Il tempo guarisce ogni ferita, ma non questa.
Stasera andiamo a prendere il gatto”.
Stasera ? Ma..al pomeriggio hai chirurgia…chissà a che ora finisci”.
Non importa, si va stasera”.
Sono le 22 passate. Sandra si è portata avanti col lavoro e sta già piangendo. Gianmarco ci apre, cordiale e sorridente, ci offre da bere.
Non faccio neanche più caso alla belva assassina appollaiata sul trespolo.
Compare Fidipu, è meraviglioso, semplicemente meraviglioso.
Un po’ di convenevoli, una bibita, Sandra che piange…tutto normale.
House sembra sulle spine, ma non dice nulla.
Gianmarco tira fuori tutte le carte. Sto gatto è nobile. Genealogia, esami del sangue, certificati di ogni tipo…tutti spiegati con dovizia di particolari ed una lentezza che ad House sembra esasperante.
Poi le carte da firmare. House firma tutto, senza neanche leggere. Ha fretta, forse gli scappa la pipì, non lo so. Poi i commiati. Sandra è al secondo pacchetto di fazzoletti.
Mi raccomando dottore lo tratti bene…”… “Ci vediamo alla prossima mostra…” … “Mi mandi delle foto, la prego…”…
Si si, va bene, ci si vede, grazie ancora, in gamba ragazzi…grazie ancora…”.
E si precipita giù per le scale, lui col trasportino io con tutti i papiri.
E’ notte. Una calda notte di fine estate.
Cammina che manco le casalinghe quando ci sono i saldi.
House…rallenta !”.
Niente. Ci sediamo in macchina. Infila veloce la chiave nel cruscotto. E sorride.
Guarda, le 23 e 58”.
E…e allora ?!”.
Ed esibendomi il certificato di nascita di Fidipu, esclama trionfante: “Oggi è l’ 89mo giorno !”.

E soddisfatto accende il motore.

Alex Giordana