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UN GOCCIO DI WHISKY

E’ tardi. Non so bene che ora sia ma è tardi. La clinica è deserta da ore, ci siamo solo io e Wilson.
Ed un gatto. Giovane e morto. Portato sei ore fa dalla proprietaria che non ha neanche aspettato.
Wilson sta riponendo medicine, strumentario, flebo…tutte inutili.
La luce al neon riflette sul tavolo d’ acciaio e mi infastidisce.
Ma mi incazzo dopo, adesso devo capire cosa non ho capito quando dovevo capire.
Emocromo, biochimico, lastra…numeri ed immagini danzano senza una logica apparente.
Non capisco.
Ci vorrebbe una sigaretta, o magari cena, o magari niente.
Perché sei morto ?” dico al gatto, quasi con astio. “Vuoi morire ? Ok, ma almeno dimmi perché”.
Lo so, parlo da solo, non è bello.
Parlare ai gatti è normale, ai gatti morti un po’ meno“. Wilson. Lo adoro, aggiunge razionalità e humour britannico alle mie ossessioni.
Tre veterinari, una clinica… e poi viene a morire qui da noi. Non ha senso.
Riprendiamo da capo, emocromo, biochimico, lastra…
Una diagnosi sbagliata è peggio di un omicidio…” mormoro a me stesso.
Ce l’ hai con me, coi colleghi o con te ?“.
Con te non ce l’ ho mai, coi colleghi sempre, o perché sono peggiori di me, o perché sono migliori“.
Emocromo, biochimico, lastra…
Cosa ci è sfuggito Wilson ?“.
Il gatto“.
Rido. Giuro, non volevo. Ma è un attimo. Emocromo biochimico, lastra…
Wilson ha imbustato con grazia il gatto ed ha pulito il tavolo visite. Ha aperto il frigo ed ha tirato fuori due bicchierini per il prelievo delle urine, pieni a metà.
Emocromo, biochimico, las…
Me ne porge uno.
Diabete ?” chiedo osservando il colore ambrato del contenuto.
Scotch. I bicchierini sono più che puliti, sono sterili, e tenuto così i colleghi non me lo bevono“.
Raccoglie i papiri sui quali mi ostinavo e li sottrae alla mia vista.
Sorseggiamo, io rimuginando, lui serafico.
Non hai del fondente caffarel in un contenitore per l’ esame delle feci ?“.
Stavolta è lui a ridere.
Ci credereste mai ? E’ tifoso del Tottenham. Perché qui ce ne sono pochi, mi ha spiegato una volta.
A te non spiace Wilson ?“.
Certo, ma do più importanza ai quindici animali che oggi abbiamo guarito. Io guardo avanti, tu indietro, ma entrambi siamo fermi con le nostre misere conoscenze. Facciamo quello che possiamo House, ed a volte lo facciamo pure male“.
Lo scotch è finito, va detto che ce n’ era poco.
Vai a letto House, così domani sarai fresco e riposato, pronto per nuovi fallimenti“.
Fa freddo. La housemobile parte subito. Sigaretta e radio. Emocromo, biochimico, lastra…tanto la macchina va da sola…
Entro in camera. Mrs House dorme nel suo quarto di letto, nel mio tre quarti i tre gatti.
No, per stasera basta gatti. Scalcio e loro scendono.
Mi da le spalle. La guardo dormire. Il suo corpo sotto le coperte disegna colline e valli. Dovrebbero essere il confine del mio mondo, ma non lo sono.
Mi vergogno, ma passa subito.
Un tonfo…leggero, ma pesante.
E fusa. Fidipu. Sale sul cuscino, si sistema, mettendomi il culo in faccia, e mi miagola: “Lo conoscevo, era depresso, si è suicidato“.

Alex Giordana