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IL PROGETTO “RIO MARE” A DIFESA DELLA BIODIVERSITÀ MARINA

I nostri mari, con tutti gli esemplari che li abitano, sono un patrimonio che non possiamo permetterci di non tutelare. Tanti sono i pericoli che ogni giorno la flora e la fauna acquatica devono affrontare a causa dell’uomo, ma per fortuna sono anche presenti sul territorio progetti che si ergono a loro difesa.

Tra questi una menzione particolare merita il progetto Rio Mare, istituito nel 2014 allo scopo di tutelare l’Area marina protetta delle Isole Egadi.

Si tratta di uno dei primi progetti a sostegno di un area protetta ad essere stato realizzato in Italia da privati.
Partendo dall’obiettivo principale di preservare la fauna ittica della zona e soprattutto la Posidonia Oceanica (una pianta molto diffusa soprattutto in tutto l’arcipelago siciliano, e fondamentale per la tutela della biodiversità), il progetto Rio Mare ha puntato forte sulla regolamentazione pesante della pesca a strascico illegale.

Come?
Attraverso una progressiva installazione di dissuasori sui fondali delle zone interessate: precisamente 20 installati nel 2017, che vanno a sommarsi ad altri 20 già installati nel 2015. Questi 40 dissuasori, finanziati da Rio Mare insieme ad un supporto economico del Ministero dell’ambiente, hanno mosso scacco matto alla pesca a strascico illegale sotto costa, riducendola addirittura dell’85%, e facendo importanti passi avanti a protezione della prateria di Posidonia che risulta essere la più estesa del Mediterraneo.

Ma Rio Mare non finisce qui: il progetto è infatti attivo nel supporto economico per la gestione dell’Osservatorio della Foca Monaca a Marettimo (sempre nelle Egadi) e nella gestione del primo Centro di Recupero delle tartarughe marine, che ha visto la luce nel 2015.