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CARACAL A SPASSO IN CITTÀ

Il caracal è un felino che vive in Africa e in una parte dell’Asia, e si distingue per la sua figura elegante col pelo fulvo-marroncino e le caratteristiche orecchie che terminano con un ciuffo di peli scuri.

Si tratta di un essere assolutamente selvatico ma negli ultimi anni, a causa del suo fascinoso aspetto, c’è chi sta tentando, tra azioni lecite e illecite, di trasformarlo in un animale da compagnia.
Per ottenere questo risultato gli allevatori stanno cercando di incrociarlo con il gatto domestico allo scopo di creare una nuova razza felina riconosciuta e detenibile senza troppi problemi. In molti paesi infatti, Italia compresa, non è consentito tenere in casa animali selvatici e ancor di più animali inseriti nell’elenco dei pericolosi (tutti i felini selvatici lo sono per la legge italiana) a meno che, per quanto riguarda questa specie, non sia frutto di incroci di 4° generazione (F4).
In questo caso, infatti, i geni selvatici del caracal rappresenterebbero solo una piccola parte mentre il resto sarebbe “gatto”.
Tuttavia, contrariamente al Savannah – la razza felina che discende da incroci tra gatto e un altro felino selvatico, il serval – pare che i risultati tardino ad arrivare. Anzi, secondo i dati non si riuscirebbe ad andare oltre la seconda generazione creando, inoltre, animali con problemi genetici che influiscono sulla salute e sulla normale crescita dell’individuo.

Questo incrocio è stato chiamato caracat e proprio di recente un esemplare ha scatenato un gran putiferio a Milano. Prima di Natale, infatti, a seguito della segnalazione di diversi cittadini che avevano avvistato un grosso felino al guinzaglio a una donna straniera, è stata messa in atto una vera caccia alle streghe per trovare l’animale in questione e il proprietario. E non ci è voluto molto per identificarlo. Si trattava di un cucciolo, battezzato Grum, appartenente a una signora bulgara residente a Milano che aveva acquistato il felino in Cecoslovacchia, dove sarebbe legale tenerlo, per circa 10 mila euro. Dopo vari accertamenti l’animale è stato sequestrato dal nucleo forestale dei carabinieri di Milano e temporaneamente affidato a un centro veterinario.
Né i veterinari che lo hanno visitato – il cucciolo presenta i problemi di salute dovuti all’ibridazione – né i proprietari, infatti, a causa della mancanza di documentazione e di casistica a cui far riferimento, hanno potuto stabilire se Grum fosse o meno un f4.
Anzi, i dati su questi incroci in Europa sembrano smentirlo categoricamente. Tuttavia, in attesa di nuove indagini e per evitare ulteriore stress all’animale, il procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Milano, pensando al benessere di Grum, lo ha affidato in custodia giudiziaria alla proprietaria.

Ma la verità, che Grum sia un caracal o un caracat, è che questa creatura non avrà mai una vera casa perché è stato strappato alla natura a cui uomini interessati al puro profitto hanno tentato di sostituirsi, cercando di condensare in pochi anni quello che il processo di domesticazione ha fatto col gatto in milioni di anni.
Senza peraltro riuscirci al 100%.

Claudia Fachinetti