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IL FIDANZATO SUL TICINO

Tipica giornata primaverile milanese. Per i non addetti…il cielo è sempre grigio, ma grigio chiaro, gli alberi del comune tentano di mettere le foglie del comune e fa freddo esattamente come in inverno.

Fidipu ha tre mesi, è ora del vaccino. Me lo sono portato in ambulatorio. Prima lo portavo anche al bar, si limitava ad attrarre estatiche avventrici e leccare la schiuma del cappuccino, ma alla fine cominciava ad ordinare e ad offrire per tutti. Non lo porto più.

Metto giù acqua, crocchi e sabbia. Dovrei refertare casi della clinica, ma invece mi incanto a vederlo zampettare, esplorare, giocare con qualsiasi cosa. E’ delizioso e bellissimo. Ma tutto l’ ambulatorio non gli basta, prima mi artiglia le gambe per salire, poi dal mio grembo al piano della scrivania è un attimo. Credo si senta a Gardaland, tra mouse, penne biro, timbri, ammennicoli vari. Tutti leggeri a sufficienza da poterli buttare per terra ed osservarli stupito.
Lo lascio fare…tra un po’ gli tocca il vaccino, che vivrà come un crudele sopruso.
Dovrei refertare ma…continuo a perdere tempo dietro al gatto.

All’ improvviso…panico ! ANGELO DELLA MORTE PRENDIMI ORA, PONI FINE A QUESTA SOFFERENZA !

Il gatto. Ha scorreggiato.
Nel mio lavoro ho inalato “cose che voi umani non potete neanche immaginare”…ma mai una cosa così orribile.
Ma…ma…come fa un animale a puzzare così tanto…ed essere ancora vivo ?! Non ci sta tutta sta puzza dentro un animale così piccolo ! In apnea cerco di alzarmi dalla poltrona, ma non riesco a coordinarmi. Secondo me nelle puzzette dei gatti ci deve essere una sostanza neurotossica. Apro, spalanco qualsiasi cosa. Se ‘sta puzza esce…sicuro che domani a Milano si gira a targhe alterne per paura dell’ inquinamento, i più catastrofici penseranno ad una nuova Seveso.
Fisso con astio il gatto, preso ancora dalle poche cose rimaste sulla scrivania.
Smette un attimo di giocare, mi fissa come a dire “Ma la senti anche tu sta puzza ?” e continua.

Sono sulla soglia, a sorvegliare che Fidipu non tenti la fuga. Altro che Fidipu…dovevo chiamarlo arma letale. Anzi…arma rettale !

Sigaretta, sarà tossica ma di sicuro puzza meno. E mi viene in mente Charles, il mio mentore: “Il nostro è l’ unico lavoro a contatto col pubblico che ti consente di scoreggiare in silenzio, tanto è sempre colpa del cane”.
Devo rientrare a controllare la situazione, ma mi manca il coraggio. Cinque minuti di arieggio dovrebbero aver migliorato la situazione.
No.
La puzza insiste, si deve essere aggrappata alle pareti, si deve essere affezionata all’ambulatorio. Giusto un punto o due in meno sulla scala Mercalli.

Tu pensa se entrasse qualcuno adesso in ambulatorio !” il pensiero che mi trafigge all’improvviso.
E difatti.
Arriva Bogdhana, la donna delle pulizie. “Cosa questa puzza ? Dottore ha mangiato di nuovo kebab di cammello ?”.
Bogdhana, è stato il gatto !”.
Tu sempre dici è stato gatto, anche altra volta. Ma altra volta gatto non c’ era”.
Era appena uscito ed aveva lasciato un ricordino”.
Ma tu guarda ! Mi sto vergognando…e non sono stato io !

Nel giro di 5 minuti arrivano: un vicino a chiedere un parere, il corriere dei farmaci, il postino con una multa ed un cliente…così…tanto per salutare. E tutti scolorano in viso e mi fissano indagatori in un silenzio accusatorio.

Hai scoreggiato ? Ed io ti vaccino.
Metto Fidipu sul tavolo e prendo la siringa. Lui tenterà la fuga…io lo afferrerò per la collottola, ora che realizza il vaccino è fatto.
No.
Lui si fa piccolo piccolo sul tavolo e mi guarda con occhioni enormi, a dire: “Non avrai mica il coraggio di farmi male, vero ? Sono il tuo gatto, sono piccolo ed indifeso…”.
Poche balle. Mi dessero un euro per ogni vaccino che ho fatto in vita mia, sarei ricco.

Gatto in una mano, siringa dall’ altra…si va.
No. Tentenno. E Fidipu mi guarda, implora, sembra il gatto di Shrek.
Fai finta che non sia tuo !”. Questo sì è da vergognarsi.

Un’ ombra si delinea sul vetro…gente in sala d’ attesa. Sono felice, posso rimandare l’ esecuzione di Fidipu.

Dica Signora”, e al solito ostruisco l’ intera luce della porta…chissà se riesco anche ad impedire alla puzza di propagarsi.

La signora ha una sessantina d’ anni, portati malissimo.
Non è bionda, è gialla. Abbondantemente sovrappeso…avete presente quelle che anche in pieno inverno girano con le ciabatte, dalle quali i piedi cercano disperatamente di uscire in ogni direzione ? Quella. Fa freddo ma lei è sudaticcia.

Dottore buongiorno. Senta…io ho un fidanzato”.

Sono il Dottor House, non il dottor Stranamore”.

No, mi lasci finire. Dicevo, ho un fidanzato. Ogni tanto litighiamo, ultimamente spesso, ma capita a tutti. Lui dice che gli tolgo il fiato”.

“…”.

“Dicevo, dopo l’ ultima litigata lui ha lasciato Milano ed è andato a vivere fuori , sul Ticino. Ho provato tante volte a telefonargli, ma non risponde”.

Signora…la vede quella croce blu ? Io sono un veterinario, non un terapeuta di coppia”.

Si si, le spiego. Allora gli ho mandato un messaggio dicendogli che sarei andata da lui…ma mi ha risposto: ‘Per carità, non venire che il cane ha la peste !’. Ora Dottore, sono un po’ preoccupata, secondo lei la peste del cane è contagiosa ?”.

Mi guardo intorno. Deve per forza essere uno scherzo di Wilson o di Krav, che staranno riprendendo il tutto con un telefonino…nessuna traccia.

Mi rivolgo alla signora: “Innanzi tutto faccia i miei complimenti al fidanzato, a simili vette di creatività non ci sono mai arrivato nemmeno io. Purtroppo devo dire che la peste canina non esiste. Ma forse il cane ha qualche altra malattia contagiosa ed il fidanzato ha sbagliato nome. Io al posto suo signora, aspetterei”.

La signora se ne va atapirata, io sorrido pensando a sto pover uomo fuggito sul Ticino che non riesce a trovare pace.

Ah già…il gatto…il vaccino.
Un’ altra ombra sul vetro, ma la porta si apre. E’ Krav.

Hai scoreggiato ?”.
Sono stufo di dire che è stato il gatto, tanto nessuno mi crede. “Si, ho mangiato pesante ed ho fatto cose da vero uomo”.
Vero uomo non saprei, uomo malato di sicuro” replica lui.

Io capito prima ! Dottore sempre dice colpa di gatto”  esulta Bogdhana, nel retro a riordinare.

Cosa stavi facendo, a parte ciò che abbiamo già appurato ?”.

Uff…niente..raccoglievo il coraggio di fare il vaccino a Fidipu”.

E che ci vuole ?”. E’ un attimo, il vaccino è sul tavolo, acchiappa siringa e gatto.

Io, inorridito, mi giro per non guardare.

Alex Giordana