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BUONE NOTIZIE PER LE LONTRE: LA POPOLAZIONE ITALIANA CRESCE ED È IN SALUTE

Una mamma e un cucciolo di lontra osservati a settembre nell’Oasi WWF di Persano, in provincia di Salerno, e ancora due esemplari adulti ripresi a gennaio, in pieno giorno, nell’Oasi WWF delle Grotte del Bussento a Morigerati, nel Parco nazionale del Cilento-Vallo di Diano-Monti Alburni.
Si tratta di due recenti e importanti avvistamenti che vanno a confermare, secondo il WWF, che in questa zona la popolazione di lontra fluviale (Lutra lutra) è stabile e in buona salute.
Secondo gli esperti oggi in Italia vivono circa 600 lontre di fiume europee concentrate per lo più nelle regioni di Abruzzo, Puglia, Calabria, Campania e Basilicata. Sono popolazioni isolate, ma l’aumento del numero di individui sta determinando l’avvicinamento dei confini tra quelle delle Campania e quelle d’Abruzzo. L’unione delle popolazioni garantirebbe un importante scambio genetico per la specie consolidando la popolazione.  Si tratta comunque di un buon risultato confrontandolo con la fine del secolo scorso, quando non erano rimaste più di un centinaio di lontre. I primi progetti di salvaguardia risalgono proprio a quegli anni, nel 1982 per la precisione, con l’istituzione del Gruppo Lontra Italia, costituito da esperti sui mustelidi.

Recentemente, inoltre, è emerso che anche sulle Alpi le lontre stanno lentamente tornando, con esemplari che arrivano da oltre confine, Slovenia e Austria.

Il problema però, come dicono gli esperti, è quella della presenza di un habitat adeguato al ripopolamento effettivo della specie. L’inquinamento dei corsi d’acqua, la cementificazione degli argini e la realizzazione di strade che tagliano gli areali delle lontre rendono la sopravvivenza della specie sempre a rischio. In particolare gli incidenti stradali sono aumentati negli ultimi anni, soprattutto in Basilicata, tanto che gli scienziati si stanno attivando per trovare concrete misure di difesa.

La lontra è un animale semi-acquatico perché caccia esclusivamente in ambiente acquatico ma nel contempo trascorre i periodo di riposo, partorisce e alleva i piccoli in tane ricavate lungo le rive, in anfratti rocciosi, nei rovi o tra le radici degli alberi che crescono sugli argini. Caccia di notte soprattutto crostacei, pesci, rettili e anfibi che cattura muovendosi in agilità nell’acqua grazie alle zampe palmate, la coda potente e il mantello impermeabile.
Le femmine vivono in gruppi familiari molto uniti con i loro piccoli di diverse annate mentre i maschi sono per lo più solitari. La lontra è un animale timido, schivo e con abitudini notturne, per questo non è facile osservarle e spesso persino i ricercatori possono stabilire la loro presenza solo basandosi sui segni lasciati dalla loro presenza.

Claudia Fachinetti