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NOI. I NOSTRI PRIMI TRE ANNI DI VITA INSIEME (PARTE 2)

I primi mesi a casa con Luna furono pesanti in quanto sporcava ovunque, era un continuo lavare i pavimenti, rosicchiava qualsiasi cosa alla sua portata e adorava la carta, pertanto non potevo più dimenticarmi nessun documento in giro per casa perchè altrimenti sarebbe stato distrutto. Aveva così stravolto la mia vita da single.
Tutto cambiava quando si andava a spasso. Mi fermavano per guardarla ed accarezzarla, mi facevano i complimenti per quanto fosse bella, brava ed estremamente ubbidiente. Sembrava un batuffolino di peluche e aveva un aspetto dolcissimo. Era un continuo socializzare ed essere fermata per scambiare due parole e grazie a lei avevo iniziato a conoscere gli inquilini del condominio dove abitavo.
Nella sua prima settimana con me, le avevo già fatto fare svariate esperienze: frequentazione di locali, lunghi giri in auto, socializzazione con persone, con altri cani, costanti passeggiate giornaliere e addirittura eravamo andate insieme ad una conferenza dove rimase tutto il tempo tranquilla con stupore della gente che ci circondava.
Avevo capito che la cosa più importante per lei era stare con me indipendentemente dal luogo e dal tipo di attività si svolgesse. Inoltre, dopo meno di sette giorni, aveva già fatto la sua prima scialpinistica in Svizzera al Pizzo Emmat Dadaint a quasi 3000mt di quota.
Mauro si offrì di tenerla nello zaino tutto il tempo. Lui davanti con la testina di Luna che spuntava e mi teneva sempre costantemente d’occhio ed io che la seguivo in totale adorazione. Quando aveva necessità di fare i suoi bisogni, abbaiava, ci si fermava e, una volta fatto, ritornava nello zaino. Arrivati in vetta fu il momento più straordinario della giornata. Tutti gli scialpinisti intorno a lei, la riempirono di coccole, increduli nel vedere un batuffolino così piccolo a quelle quote. Fu subito chiaro che adorava la neve e presto diventò il suo elemento preferito.
Per la prima volta condivisi la vetta con il mio cane e fu un’emozione enorme, segnò non solo la prima di un’infinita serie di vette affrontate insieme, ma anche la svolta nel mio modo di andare in montagna.
Da quel momento andammo spesso a fare scialpinismo con Mauro il quale si offrì sempre di tenerla nello zaino sino a quando non sarebbe diventata autonoma nel muoversi. Inoltre Luna iniziò a creare un bellissimo legame di amicizia con il suo cane, un Alaskan Malamut. Era un vero spettacolo vederle giocare insieme e Miska le permetteva di fare qualsiasi cosa senza mai ribellarsi.
Sempre senza lavoro, la mia attenzione ormai era focalizzata costantemente su di lei. Si giocava tanto insieme, si facevano spesso passeggiate al parco o in giro per la città, ovunque andassi e qualsiasi cosa facessi lei era con me, e ogni fine settimana si tornava in montagna sulla neve, nel nostro habitat.
In città spesso, quando bisognava recarsi in centro, si andava in giro con il mio scooter, una Yamaha X-MAX, e quando mi fermavo ai semafori, notavo che la guardavano tutti affascinati, in quanto la tenevo sulle spalle nello zaino ed il suo musino spuntava fuori con quelle due orecchiette che erano uno spettacolo da vedere. Mi sentivo orgogliosa di lei ed appagata di tutte quelle emozioni che mi permetteva di vivere.

 

Continua…