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IL SOFISTICATO APPARATO RESPIRATORIO DEGLI UCCELLI

Tra i vari aspetti che differenziano i volatili dai mammiferi, quello riguardante l’apparato respiratorio è particolarmente interessante.

Iniziamo col dire che al contrario dei mammiferi i polmoni degli uccelli non hanno la capacità di espandersi…una bella scocciatura, a cui però riescono a porre rimedio grazie a 9 sacchi aerei, strutture membranose in comunicazione con i polmoni, che in sostanza si sostituiscono a questi ultimi prendendosi loro la briga di contrarsi ed espandersi facendo entrare e uscire l’aria normalmente.
Per fare ciò, visto anche che gli uccelli non hanno il diaframma, i movimenti dello sterno mobile insieme alle contrazioni dei muscoli addominali favoriscono l’azione dei sacchi aerei.
Fate quindi sempre estrema attenzione quando prendete tra le mani un volatile, perché contrargli anche solo accidentalmente e delicatamente lo sterno potrebbe avere gravi ripercussioni e potreste seriamente soffocarlo!

L’assenza del diaframma fa sì che, al contrario dei mammiferi, tra cavità addominale e toracica non esista una netta separazione: così, può bastare un piccolo rigonfiamento (ad esempio) del fegato o dello stomaco per provocare problemi respiratori.

Si può dire che l’apparato respiratorio dei volatili sia quindi particolarmente ingegnoso, complesso ed efficace più di quello dei mammiferi, ma al tempo stesso anche molto delicato: ci vogliono infatti ben 2 cicli respiratori completi per far sì che l’aria attraversi tutto l’apparato respiratorio, ma così facendo ad ogni atto respiratorio corrisponde un maggior apporto di ossigeno, essenziale per poter volare in maniera ottimale. Di contro, tuttavia, a una maggiore quantità di ossigeno inspirata può corrispondere un alta quantità di sostanze tossiche disperse nell’aria che finiscono per essere “catturate“, con conseguenti rischi per la loro salute.