Home / Acqua&Terra / BALENOTTERE MINORI VIDEO-REPORTER IN ANTARTIDE

BALENOTTERE MINORI VIDEO-REPORTER IN ANTARTIDE

Quello che hanno fatto in Antartide alcuni scienziati dell’Università della California con il supporto del WWF rappresenta una prima volta assoluta.

È stata infatti applicata una telecamera ad una balenottera, con l’obiettivo di osservare le abitudini, il sistema di alimentazione e gli spostamenti di questi cetacei nel loro habitat naturale. L’esemplare scelto per questo studio è stata una balenottera minore, uno dei cetacei meno conosciuti al mondo e che rispetto alle cugine più famose (come la balenottera azzurra o la balenottera comune) presenta dimensioni decisamente più contenute, non andando oltre i 9 metri.

Osservando quindi le registrazioni della telecamera (che inizialmente posizionata sul dorso dell’animale è poi scivolata sul fianco, rimanendo però miracolosamente attaccata grazie ad uno speciale sistema di ventose) effettuate dalla speciale video-reporter, la squadra ha potuto constatare che queste particolari balenottere riescono a nutrirsi in velocità, riuscendo a spostarsi anche oltre i 20km/h, filtrando l’acqua e ingoiando le proprie prede (per lo più piccoli pesci) con boccate rapide e veloci che si ripetono ogni 10 secondi, svolgendo tutto il processo di alimentazione in tempi molto più brevi rispetto ad altre specie di balenottere.

Studiando l’habitat antartico in cui vivono le balenottere minori è stato anche osservato come i cambiamenti climatici stiano contribuendo prepotentemente a ridurre il ghiaccio marino con conseguenze importanti per questi animali che tra questi ghiacci si nutrono, a differenza delle altre balene che per le loro dimensioni più grandi prediligono le acque aperte.
Come riportato da Ari Friedlaender, Professore associato all’Università di Santa Cruz in California, “negli ultimi 50 anni, il numero dei giorni in cui il ghiaccio marino copre la Penisola Antartica è diminuito di circa 80 giorni. Per le balenottere minori e altre specie dipendenti dal ghiaccio, ci sono quindi 80 giorni in meno con u habitat adeguato”.

Un progetto come questo può essere sicuramente di grandissima utilità per comprendere meglio quelli che sono i meccanismi di alimentazione e le zone più ricche di cibo per differenti specie, e si spera possa essere ancora più utile per proteggerle.