Home / Penne senza inchiostro / AIUTIAMO GLI UCCELLINI A SOPRAVVIVERE AL FREDDO INVERNO

AIUTIAMO GLI UCCELLINI A SOPRAVVIVERE AL FREDDO INVERNO

Il grande gelo di questi giorni non sta risparmiando nessuno, e farne le spese sono anche e soprattutto quei poveri animali che si trovano a vivere costantemente all’aperto, come ad esempio pettirossi, merli, cinciallegra, passeri, fringuelli, e altri specie di uccellini che devono arrangiarsi come possono (e riescono).

Come fare per aiutarli a sopravvivere a questo freddo siberiano?

Qualche consiglio utile ci viene fornito dalla Lipu, Lega Italiana Protezione Uccelli: per prima cosa, il modo migliore per offrire riparo e ristoro (almeno temporaneo) agli uccellini di passaggio è quello di allestire una piccola mangiatoia, con piccoli spazi sugli angoli per favorirne la pulizia periodica e smaltata con vernice impermeabile per renderla più resistente alla pioggia e alle intemperie. La si può posizionare sul balcone, sul giardino, o in qualunque posto strategico che possa rappresentare un comodo appoggio più o meno temporaneo per i volatili.
Dotarsi di mangiatoia non è difficile; costruirne una artigianale non richiede grandi costi, basterà dotarvi di materiali riciclati, come un cartone del latte o una bottiglia di plastica, e di buona volontà. Se invece non siete amanti del bricolage, è possibile acquistarne di già pronte (ad esempio sul sito della Lipu stessa).

Il secondo passo è quello di fornire loro cibo per nutrirsi durante le loro “soste”. Briciole, semi, frutta secca o anche dolci sono ideali alla causa, ma non tutti sono apprezzati allo stesso modo da tutti gli uccelli, ed occorre quindi conoscere i differenti “gusti” in base al tipo di volatile. Ad esempio il comune pettirosso va matto per briciole di brioches o biscotti, ma anche per pezzettini di frutta fresca; invece per altre specie molto diffuse come il passero o il fringuello, in quanto granivori, sono consigliati i semi di girasole, o anche miscele di semi vari; infine ci sono anche esemplari che adorano in particolare la frutta secca tritata, ma anche arachidi non salate o pinoli sgusciati, come nel caso della cinciallegra o del picchio muratore.

Con pochi e semplici accorgimenti quindi è possibile dare un piccolo contributo per aiutare questi animali a sopravvivere…e inoltre, come affermato da Marco Dinetti della Lipu, “è anche una bella occasione per osservare le specie da vicino” (e conoscerne di nuove).

Insomma, per rimanere in tema, “due piccioni con una fava“.