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ALLARME PINGUINI REALI: RISCHIANO DI SCOMPARIRE

Da qui al 2070, i pinguini reali dell’Antartide rischiano di scomparire.
È l’allarme che emerge da uno studio condotto da un gruppo internazionale di ricercatori (tra cui anche l’italiano Emiliano Trucchi) e che è stato pubblicato su Nature Climate Change.Secondo questo studio, il riscaldamento globale nei prossimi decenni spingerà questa specie a spostarsi sempre più verso Sud, alla ricerca di nuove isole su cui formare nuove colonie.
Ad esempio si stima che entro il 2060-2070 il territorio dell’Arcipelago di Crozet, che attualmente ospita circa la metà della popolazione, e di altre isole non saranno più adatti per ospitare i pinguini.

Bisogna sapere che questa specie, per formare colonie e quindi riprodursi, necessita di un’isola libera dal ghiaccio, anche intorno, e che sia sufficientemente vicina al Fronte Polare Antartico (la risorsa di cibo di questi animali, su cui fanno affidamento ormai da millenni) per permettere agli adulti di procurare in tempo utile il cibo per i cuccioli. E a causa dei cambiamenti climatici, questa fonte di alimentazione si sta spostando verso Sud, costringendo quindi i pinguini ad allontanarsi a loro volta abbandonando le isole colonizzate per non morire di fame.
L’unica soluzione quindi è abbandonare le isole attualmente abitate per cercarne altre da colonizzare verso Sud, il problema è che di nuove isole attualmente “agibili” sembrano essercene veramente poche, specie se rapportate al numero dei pinguini reali.

La speranza è che, paradossalmente, il riscaldamento climatico possa rendere disponibili alcune isole oggi disabitate, ma è impossibile sapere se le tempistiche saranno idonee.

Una situazione potenzialmente drammatica, che sicuramente è resa ancora più urgente dalle attività umane, come la pesca industriale che toglie di fatto risorse di cibo ai pinguini, che stanno contribuendo ad un rapido cambiamento di tutti gli ecosistemi, compreso quello Antartico.

Grazie al modello ricavato dallo studio, è possibile attivarsi per programmare con anticipo strategie di conservazione efficaci, ma senza una presa di coscienza collettiva e azioni coordinate contro i cambiamenti climatici a livello mondiale tutto potrebbe essere inutile. E non c’è tempo da perdere.