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STERILIZZAZIONE: PERCHÉ SÌ E PERCHÉ NO?

Quando si parla di sterilizzazione sembra quasi impossibile riuscire a mettere d’accordo tutti.
Per alcuni è giusto ed è un gesto di responsabilità per il benessere del gatto, per altri è sbagliato e viene considerato come un vero e proprio atto contro natura.
Ma dove sta la verità?
Occorre partire dal presupposto che in questo dibattito dividere tutto in bianco o nero può risultare oltremodo riduttivo e troppo semplicistico.
Scegliere se sterilizzare o meno un gatto è una decisione che deve prendere in considerazione diverse variabili, per lo più soggettive e individuali. Non esiste quindi una decisione giusta e definitiva, ma occorre decidere valutando di caso in caso.

Quando è consigliato o necessario sterilizzare?
Quando i  propri gatti hanno la possibilità di incontrare altri simili, specie fuori dai confini domestici, e godono di grande libertà negli spostamenti (in sostanza, quando gli vorremmo tanto dire “questa casa non è un albergo!“), e un discorso simile si può fare se si abita a stretto contatto con altri proprietari di gatti.

Quando non farlo?
Nel caso in cui si volessero dei cuccioli dalla propria gatta, o si volesse semplicemente farle vivere le gioie della maternità (un pensiero, quello del benessere dovuto alla gravidanza felina, diffuso ma che non è confermato dalla scienza), oppure se il proprio gatto domestico vive sempre in casa e non ha possibilità di entrare in contatto con altri gatti (e si è disposti a sopportare i cambi di umore e di comportamento durante il calore)

Quali sono i vantaggi?
1)  Sterilizzare un gatto porta sicuramente evidenti benefici di salute: il mancato accoppiamento riduce drasticamente il rischio di contrarre malattie come la FIV o la FeLV (di cui abbiamo parlato in questo articolo) e di tumore mammario. Inoltre, a dispetto di quanto si possa pensare, l’accoppiamento per i gatti non è vissuto come un atto di piacere (come per noi) ma come una risposta obbligata ad un impulso particolarmente forte e doloroso, che se non soddisfatto può portare ad una condizione di grande malessere.
2) Sterilizzare un maschietto lo renderà sicuramente meno litigioso nei periodi di calore, evitando che possa ferirsi o contrarre malattie andando in giro a fare il bullo di quartiere e puntando ogni micia della zona. Sterilizzare una femminuccia invece la renderà meno stressata, eliminando il rischio di cancro uterino.  Il calore infatti causa nei gatti cambiamenti comportamentali che possono risultare fastidiosi quanto imprevedibili, come miagolii acuti e continui per le gatte e marcature del territorio con un urina dall’odore molto più forte del normale per i gatti, ed entrambi possono prendere la tendenza a scappare, con il rischio di ferirsi in giro (o peggio).
3) Con la sterilizzazione si alza di molto l’aspettativa di vita media, che passa dai 2-5 anni dei gatti non sterilizzati ai 15-18 di quelli sterilizzati
4) Ultimo, ma assolutamente non per importanza, è il vantaggio di essere un argine contro il randagismo e l’abbandono, scongiurando un possibile sovrappopolamento: infatti, non sterilizzando un gatto particolarmente libero esiste il rischio concreto che possa “lasciare in giro” cucciolate che finiscono con il vivere di stenti, ammalarsi e diffondere malattie, affollare gattili e rischiare di morire investiti in strada.

Quali sono gli svantaggi?
1) Ad esempio l’aumento di peso, con i gatti maschi che sono i più inclini ad ingrassare
2) La perdita di femminilità per le gatte, con un possibile arresto dello sviluppo
3) Possibili cambiamenti comportamentali, come una maggior apatia e aggressività, specie nei maschi
4) La perdita dei geni per le femmine di razza

Quando sterilizzare?
Se doveste decidere di optare per la sterilizzazione, è opportuno farlo quando l’animale è ancora giovanissimo: tendenzialmente al primo calore, che nelle femmine si manifesta tra i 4 e i 6 mesi, mentre nei maschi intorno ai 6 mesi.