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VIETATA LA VENDITA DI PELLICCE, PROVVEDIMENTO STORICO A SAN FRANCISCO

A San Francisco le pellicce saranno ufficialmente fuori legge.
Con un bando approvato con uno schiacciante 10-0 di voti a favore il consiglio dei supervisori municipali ha dichiarato ufficialmente vietata la vendita di pellicce e capi di abbigliamento fatti di pelliccia animale, includendo quindi anche oggetti come scarpe o guanti. Per la grande gioia e soddisfazione di Katy Tang, membro del consiglio di sorveglianza di San Francisco e promotrice della proposta, che ha convinto i suoi colleghi con lo slogan “non c’è modo umano di allevare un animale per poi scuoiarlo“.Il provvedimento sarà attivo a partire dal primo gennaio 2019, ma il segnale che arriva dalla California è comunque molto forte e di sicuro impatto a livello globale.
Come proclamato da Wayne Hsiung, co-fondatore di Direct Action Everywhere, la rete per i diritti degli animali, si tratta di “un divieto storico, che aprirà la strada a una normativa pro-animali in tutto il mondo“.San Francisco diventa così la più grande città americana ad istituire un divieto del genere, seguendo l’esempio di altre due città decisamente più piccole come Barkeley e West Holliwood che già avevano adottato provvedimenti similari.

Questo bando arriva in un momento storico molto particolare, in cui l’attenzione e la sensibilità sul tema sono sempre più alte anche e soprattutto nel mondo dell’alta moda: due marchi nostrani come Versace e Furla hanno da poco annunciato che non utilizzeranno più pellicce, aggiungendosi così ad una lunga lista di marchi che già si erano schierati su questa linea come Armani, Gucci, Calvin Klein, Michael Kors, Ralph Lauren, ma anche di grandi catene come Zara, Ovs e H&M.

Guardando a casa nostra, però, c’è ancora tanto, troppo da fare: come denuncia Simone Pavesi, Responsabile Lav Area Moda Animal Free, “mentre in Europa sempre più paesi vietano l’allevamento di animali per farne pellicce, e negli Stati Uniti si comincia già a vietarne il commercio, l’Italia continua ad essere fanalino di coda, consentendo ogni anno l’uccisione di almeno 200.000 visoni. Il nuovo Parlamento ha la responsabilità di riportare il nostro Paese in un contesto civile, vietando definitivamente questa forma di allevamento e accogliendo quella che è una istanza sostenuta dall’86,3% degli italiani“.