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NOI. I NOSTRI PRIMI TRE ANNI DI VITA INSIEME (PARTE 10)

Il giorno successivo ci recammo in Toscana a San Vincenzo, dopo Livorno, al Dog Beach. Una spiaggia gratuita dove i cani di qualsiasi taglia potevano stare in completa libertà, fornita di doccia per cani e fontanella. Fu un’esperienza molto particolare in quanto era la prima volta che si andava al mare a fare il bagno insieme e fu molto interessante vedere come i cani di qualsiasi taglia e razza, tenuti liberi, andassero d’accordo senza mai una rissa. Ovviamente Luna non ebbe alcun problema, nemmeno a nuotare con le onde e passò quasi tutto il giorno in acqua. Ci divertimmo anche a fare lunghe passeggiate sulla battigia e non perse l’occasione con sua grande soddisfazione di rotolarsi bagnata nella sabbia. Fu difficile a fine giornata riportarla a casa perchè non voleva smettere di giocare e fu altrettanto complicato ripulirla da tutta quella sabbia considerando il suo manto molto peloso. Nonostante non fosse il mio ideale di mare e spiaggia, passai una giornata veramente appagante ed indimenticabile.
Il penultimo giorno di permanenza a Sarzana lo passammo invece a camminare nuovamente negli Appenni nella zona del Lago Santo Parmense, il più vasto lago glaciale della provincia di Parma e dell’Emilia Romagna. Ovviamente avevo studiato la sera prima sulla cartina un giro circolare che mi avrebbe permesso di concatenare tre vette e fare una lunga cavalcata sul crinale con vista in lontananza del mare. Fu un’altra giornata veramente appagante in posti affascinanti, con una vegetazione diversa da quella a cui ero abituata sulle Alpi, ma altrettanto stupenda. Nonostante tre giorni di attività motoria, Luna era vivace e si vedeva la sua grande gioia nel muoversi ed andare in giro.
Purtroppo la breve vacanza finì ed il giorno successivo, alle 09:00 della mattina eravamo già a Bergamo. In quei giorni sentì molto la mancanza di Zoe e rivederlo mi rallegrò particolarmente. Nonostante furono solo pochi giorni, fu un’esperienza positiva in quanto mi permise di capire il significato di andare in ferie con il mio cane.
Ovviamente ero ancora senza lavoro, quindi, anche se tornata a casa, si continuò ad andare a spasso in montagna con una certa frequenza, il tempo per me di recuperare le forze tra un giro e l’altro.
Un giorno verso fine agosto, andammo al Dog Sunny Beach a Pisogne sul Lago d’Iseo, una spiaggia attrezzata per cani, gestita da addestratori cinofili. Passammo un’intera giornata a giocare insieme sia in acqua che nel prato. Luna mostrò un’energia inesauribile e prima di tornare a casa, provammo con l’ausilio degli addestratori una nuova esperienza. Insegnai a Luna a salire sul gommone, a fare i tuffi e risalire sullo stesso. Con grande sorpresa degli addestratori imparò nel giro di pochissimi minuti e non ci fu bisogno di fare alcuno step intermedio. Abituata sin da quando aveva pochi mesi a fare attività all’aperto su qualsiasi tipo di terreno, il suo apprendimento anche per attività nuove era velocissimo.
Nell’ultima settimana di agosto iniziai per una quindicina di giorni una collaborazione presso un negozio di accessori per animali. Lavoravo solo dal pomeriggio alla sera, quindi la mattina riuscivo comunque a dedicarla a Luna, a Zoe e alla ricerca di un’occupazione stabile. Nel frattempo mi venne anche proposto un lavoro di network marketing. Non avendo più nessuna prospettiva di trovare un posto di lavoro come impiegata e delusa dal mondo del lavoro impiegatizio, accettai l’offerta, anche se significava lavorare solo su provvigioni.
Purtroppo dovetti iniziare un pò a rilento con questo lavoro in quanto a metà settembre venni operata al polso sinistro. Fu un venerdì mattina, salì prestissimo, accompagnata da una mia carissima amica, in un ospedale della Val Brembana. Dopo tante operazioni e passato poco più di un anno dall’ultima, ero molto tesa sia per l’intervento che per il post da affrontare ancora una volta da sola.
Fortunatamente questa volta fu un day hospital e nel pomeriggio stesso tornai a casa, con mia immensa felicità . Ogni volta che finivo in sala operatoria subivo psicologicamente dei piccoli traumi e l’unica cosa a cui mi ancoravo era la mia casa e tutto quello che rappresentava. Luna ancora una volta capì che c’era qualcosa che non andava nella mia mano e la mattina seguente quando mi venne a svegliare, mi leccò delicatamente le dita cercando di farmele muovere. Ovviamente ancora una volta dovemmo rallentare i ritmi, ma il fermo fu breve e dopo meno di un paio di settimane, riprendemmo ad andare in giro per le nostre adorate montagne in completa libertà.

Continua…

Barbara Odoni