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SOPRAVVIVE AGLI ATTACCHI DI UNO SQUALO, UN ORSO E UN SERPENTE A SONAGLI: LA (S)FORTUNATA STORIA DI DYLAN

Sopravvivere all’attacco di uno squalo è sicuramente un’esperienza traumatizzante.
Ma se ti chiami Dylan McWilliams, a situazioni del genere ci sei ormai (quasi) abituato.La storia di questo ventenne del Colorado, infatti, è a dir poco pazzesca. E l’aggressione di uno squalo tigre subita lo scorso 19 aprile nelle acque del Pacifico, alle Hawaii, è stato per lui solo l’ultimo (per ora) di tre incontri ravvicinati e poco amichevoli con il mondo animale.

Questa serie di sfortunati eventi per Dylan, grande appassionato di natura e vita all’aria aperta, ha avuto inizio 3 anni fa, nel 2015: il ragazzo si trovava nello Utah per un’escursione, quando inavvertitamente colpì qualcosa che all’inizio gli sembrò un cactus, ma che si rivelò essere un pericoloso serpente a sonagli che lo morse. Fortunatamente si trattò di un cosiddetto “morso secco“, ovvero con poco veleno, che lo fece soltanto ammalare e star male qualche giorno.

Il secondo episodio risale invece a neanche un anno fa, precisamente a luglio 2017: Dylan si trovava in Colorado per tenere un corso (ironia della sorte) di sopravvivenza in un campeggio, dormendo in una tenda all’aperto. E una notte si è svegliato di soprassalto ritrovandosi letteralmente con la testa tra le fauci di un orso bruno. Il giovane (s)fortunato è riuscito a dare fondo a tutto il suo istinto di sopravvivenza, lottando e colpendo ripetutamente nell’occhio l’animale finché è riuscito a liberarsi e a scampare alla morte, con un enorme spavento e 9 punti di sutura alla testa.

E pochi giorni fa, come accennato, per rendere onore al detto “non c’è due senza tre” ecco che uno squalo tigre di circa due metri decide di attaccarlo mentre stava surfando nelle acque intorno all’isola di Kauai. Dopo aver sentito un forte dolore alla gamba, guardando in mare si è reso conto di avere l’animale proprio sotto di sè. Dopo averlo preso a calci per puro istinto ha nuotato a riva il più velocemente possibile; in quei momenti concitati, mentre tentava disperatamente di tornare sulla terra ferma, non sapeva se avesse perso una gamba…e invece si può dire che gli sia andata bene anche questa volta, con “solo” 7 punti di sutura a ricucire un profondo taglio sul polpaccio.

La storia incredibile di Dylan lascia sicuramente un dubbio “amletico: è clamorosamente sfortunato, o estremamente fortunato nella sfortuna? Ai posteri l’ardua sentenza…intanto lui, nonostante tutto, non vede l’ora di poter tornare in mezzo alla natura, attribuendo questi incidenti al semplice fatto di trovarsi spesso nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Insomma, come prenderla con filosofia.