BLADE RUNNER

“Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare…”

Già dai racconti precedenti un’ idea ve la siete fatta, ma questo, che avevo rimosso, è davvero fantascienza. È capitato ad una signora, ora mia amica e cliente, e leggendo il racconto capirete, che frequenta questo gruppo. Ovviamente non posso fare il nome che sarebbe Denise; userò quindi un nome di fantasia, Sdenise.

2005: Sdenise ha appena preso Jack, un simil pitbull e simil qualcos’altro. È il problema che si presenta tutte le volte che mi chiedono inopportunatamente: “Dottore, secondo lei di che razza è ?”.
Bastardo sembra offensivo, incrocio è inflazionato.
Il proprietario, già timoroso della risposta ma irrimediabilmente affezionato al cane, vuole una risposta rincuorante ed un filino nobilitante. Se è di taglia piccola propendo per FOX TROT , suona tipo fox terrier, se è di taglia media la scelta è JACK DANIEL, sa di jack russel, grande vado di PASTORE AMBROSIANO. Il proprietario normalmente si mostra grato di questa creativa menzogna.
Ma torniamo a Sdenise.
Jack è conciato malissimo, piaghe sul ventre e sulla schiena, pelle chiazzata, piena di lesioni varie, pisello sanguinante, orecchie spesse come cotolette, anzi, bistecche con l’ osso. Vista la sintomatologia imponente, Sdenise va sul sicuro, lo porta in Università. Dopo una paziente attesa, rallegrata solo da Jack che si gratta continuamente, una studentessa riceve Sdenise. Visita scrupolosa, aria meditabonda…si allontana un attimo e torna col dermatologo che, dopo visita scrupolosa ed aria meditabonda, si allontana un attimo e torna con l’ urologo, che effettua la palpazione al pene di Jack, che pare abbia molto gradito.
Nell’ordine seguono: cardiologo, immunologo, internista. Consulto interminabile e poi…il tremendo responso: LEBBRA!

OMMADONNA ! Esclama Sdenise. Ed il pensiero immediatamente va al figlio tredicenne, eternamente ammucchiato a Jack.
Devo sopprimere Jack? Mettere in terapia il figlio?
I pensieri si accavallano nella mente, e per far loro spazio Sdenise si ravvia i capelli, scoprendo così il gomito. Non era un bel periodo per lei, lavorava una montagna di ore in un bar, ed era parecchio stressata. Ed i gomiti tradivano la situazione, con il classico ispessimento, desquamazione, simil psoriasi. Una settimana di ferie e torna tutto a posto.
Alla vista del gomito, la totalità degli specialisti e degli studenti sbiancano.
Che c’è?” chiede Sdenise sospettosa.
Potrebbe averla contratta anche lei”.
OMMADONNA again.
Non scherziamo, io servo cibo in un bar dal mattino alla sera, se è vero ho impestato mezza Milano. Come minimo mi devo licenziare e la cosa va denunciata all’ ASL!”.
Quindi la nostra eroina si vedeva lebbrosa, licenziata, con un cane soppresso, un figlio distrutto dalla soppressione del cane, e lebbroso pure lui. Giornatona. Proprio per andare sul sicuro…fanno un raschiato cutaneo, il cui risultato, si avrà tra un paio di giorni. Sdenise esce mesta dall’ università, con al guinzaglio l’ orribile untore, presto morituro, che, inconsapevole della catastrofe creata, si gode la passeggiata con la padrona saltellando ed annusando, salvo fermarsi spesso per grattarsi a sangue.

Mi servono disinfettanti” pensa Sdenise, e passa al super. Esce carica di lisoformio e candeggina. Alza gli occhi e vede un microscopico ambulatorio dall’altro lato della strada, scuro al confronto di una via tutta illuminata, probabilmente tana di un sociopatico fotofobico.
Boh…uno più, uno meno…” pensa Sdenise. Ed entra. Ci siamo conosciuti così.

Ancora adesso mi rinfaccia di non aver degnato di uno sguardo l’imponente cartella clinica raccolta a colpi di appuntamenti ed euro. E stiamo ancora aspettando il citologico.