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ULTIMATUM DEL MARITO: “O ME O I CANI”. E LEI…

Manco a dirlo, ovviamente sceglie i cani!
Non ci ha pensato neanche un momento Liz Hazlem, una donna inglese di 49 anni, quando il marito Mike (anni 53) l’ha messa davanti a questo bivio dopo 25 anni di matrimonio.E come avrebbe potuto, lei che fin da piccolissima è sempre cresciuta in mezzo agli animali e ai cani in particolare? La madre infatti allevava West Highland Terrier, mentre il padre era il proprietario di un’azienda di alimenti per animali e conosciuto per le sue campagne in favore degli animali sofferenti e/o abbandonati.

Quando nel 1991 Liz e Mike si son sposati e trasferiti in una fattoria a Barnham, nel Suffolk, la donna ha subito deciso di aprire un ricovero per animali e parallelamente ha anche fondato la “BedforBullies“, un’associazione che aiuta i bull terriers, decidendo di prendere con sè decine di cani, specialmente quelli più sofferenti e bisognosi di aiuto e cure, con problemi di salute e comportamentali.

Una vera e propria missione per Liz, che tra le difficoltà di allevare cani problematici e le soddisfazioni di veder crescere i cuccioli ha trovato la sua dimensione ideale.
Ma piano piano, mentre dedicava tutta sè stessa ad aiutare gli animali, si allontanava dal marito senza probabilmente accorgersene a pieno.
Secondo Mike le loro relazione sarebbe stata troppo incentrata sui cani accuditi nel ricovero, ed è così arrivato questo “ultimatum” sfociato subito dopo in un inevitabile divorzio.

A distanza di 18 mesi dalla separazione, Liz sembra felice e più che mai convinta e soddisfatta della decisione presa: “Non ho più sentito Mike da quando mi ha dato l’ultimatum e se n’è andato. Pensavo che dopo 25 anni di matrimonio avesse capito che per me rinunciare ai cani non era un’opzione. Mike è arrivato al punto in cui non ce la faceva più e voleva fermarsi, io invece non ero pronta ad abbandonare il mio stile di vita. Per questo ha deciso di andarsene: è stata una sua libera scelta“.

Attualmente nella sua associazione ospita 30 cani, di cui la metà sono malati (5 sordi, 2 con un solo occhio, 1 con danni al cervello, 4 con difetti fisici e 3 ex combattenti) e necessitano di cure e attenzioni praticamente 24h/24h. Un lavoro enorme fatto di grandi sacrifici, ma Liz non poteva fare scelta migliore: “Ho scelto questa vita e adoro quello che faccio“.

L’attività di ricovero funziona alla grande, paradossalmente forse troppo: fondandosi solo su donazioni, continuando ad accogliere animali bisognosi senza limiti, gli introiti iniziano a non bastare per coprire i costi. Ma in suo aiuto si stanno già muovendo diverse associazioni animaliste, che si sono dette pronte ad aiutare Liz a procurarsi tutto il necessario per prendersi cura dei suoi animali e a cercare uno spazio più grande dove poter integrare servizi aggiuntivi come dog sitter e dog hotel.