IL PROF

Sarà perché la stanza era piccola, ma sembrava gremita. La sala d’ attesa era stata saccheggiata, e tutte le sedie erano state disposte per ospitare una ventina di laureandi per un’ incontro di orientamento post laurea, rogna che l’Università aveva sbolognato a Charles. Chi meglio di lui, in effetti?
Ovviamente lui aveva di meglio da fare, Andrew era in giro per l’ europa a conseguire abilitazioni, brevetti ed allori, e si sa, in mancanza di cavalli, corrono gli asini.
Quindi io e Wilson.
Dopo il classico giro per tutta la clinica, condito da esclamazioni rivolte alle apparecchiature di ultimissima generazione, ed il caffè alla macchinetta…tutti in aula.
Che strano fare il prof, mi sentivo seduto dalla parte sbagliata della cattedra. La sera prima, al solito, avevo fatto una fesseria, o forse non proprio, ma sicuramente una cosa che avrei potuto fare meglio, ed avevo ancora negli occhi Charles che dopo 12 ore lasciava la clinica e che si congedava da me col classico “CAMBIA MESTE’!”.
Meglio che sta cosa i laureandi non la sappiano.
Non ho voglia, come sempre, e Wilson lo sa.
Risponderò solo a domande sui gatti, e lascio la parte diplomatico-relazionale, l’immagine della clinica a Wilson, più paziente e diplomatico. Dopo il cappello introduttivo, iniziano le domande. Credevo peggio. Erano quasi tutte sensate. Per fortuna cani ed esotici la fanno da padroni. Ed io osservo i futuri colleghi. E penso a quanta strada dovranno ancora fare, loro che credono di essere quasi arrivati. E mi viene un sorriso.
Poi penso a quanta ne devo ancora fare io, che pur ho iniziato dieci anni prima di loro…ed il sorriso svanisce. Mi distraggo, vado col pensiero ai gatti ricoverati, vorrei chiudere almeno una giornata senza l’ormai immancabile CAMBIA MESTE’.
Ed il silenzio mi investe.
Mi guardo intorno…e tutti guardano me, Wilson compreso. Da buon samaritano Wilson prende la palla.
L’insufficienza renale nei gatti è diagnosticabile…”.
Grazie Wilson, sono sul pezzo. E dico le mie prime parole: “GIN TONIC”.
L’uditorio si ammutolisce ancor più, per dovuta educazione, credo. Temo di non essere stato chiaro. Allora mi alzo, e sulla lavagnetta scrivo:G

I

N

T

O

N

I

C

Qualcuno sorride. Qualcuno armeggia con lo smartphone. I più osservano.

Prof…vuole fare un break?”.

Completo ciò che ho scritto sulla lavagna.

G   glomerulo nefropatie (glomerulonefrite, amiloidosi)

I    infezioni (leptospirosi, leishmania, lyme, fip)  increased arterial pressure (ipertensione sistemica)

N   nefrite (tubulo interstiziale, pielonefrite)

T    tossine (droghe, glicole etilenico)

O   ostruzioni (4C: calcoli, cancro, compressione, costrizione)

N   neoplasia (linfoma, carcinoma, nefroblastoma)

I    ischemia o nefropatia embolica

C   congenita (cisti, displasia renale)

 

Così è più chiaro? Questa è la diagnosi differenziale da fare per una delle più comuni patologie feline. Trascuratela e fallirete”.

Da quel momento Wilson non ha più pronunciato parola, e diciotto su venti hanno fatto immediata domanda di praticantato presso la clinica.
Due no, uno di Novara e l’ altro di Alessandria, troppo lontani.

Gli studenti sono andati.
Beviamo qualcosa? Magari un gin tonic?” suggerisce Wilson.
Meglio un the al limone, va. Che ore sono?”.
Quasi l’una”.
Cazzo cazzo cazzo! Il gatto 11 in flebo! Devo cambiarla!”.
E corro.
Io che corro con gli zoccoli, il camice svolazzante…è come vedere un tacchino la vigilia di natale. Orrore.
Nel corridoio incrocio Charles.
Continuo a correre, la speranza è che con tutte le cose che ha da fare non se ne sia accorto. Il gatto ha già la flebo nuova. Ma il sospiro di sollievo ed il muto ringraziamento ai colleghi viene ucciso dal vocione di Charles.
CAMBIA MESTE’!

Mi giro risentito, ma lui sta scomparendo nel suo studio. Sbaglierò, ma mi sembrava stesse ridendo.

Alex Giordana