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LA STORIA DI SNOOPY (PARTE 1)

Io credo che più una creatura è indifesa, più ha il diritto di essere protetta dall’uomo, dalla crudeltà degli altri uomini.” – M. Gandhi

Con questa frase, voglio aprire il racconto di Snoopy, divenuto simbolo della crudeltà perpretata su una creatura indifesa.In realtà, è la storia incrociata di “un cane” e della “sua zia umana”, la storia della battaglia di una persona comune, me, che un giorno..si è trovata catapultata nel mondo dei diritti degli animali e ha deciso che la morte del suo cane, Snoopy, doveva aiutare a portare alla luce le gravi lacune in materia penale per i crimini commessi sugli animali.

La “nostra” vita si è legata a doppio filo; Snoopy, è diventanto la mia forza ed io la sua.
Abbiamo camminato insieme, percorso una strada che non conoscevamo e sono diventata la sua voce, la voce di un cane…che ha non potuto gridare il suo dolore, la sua sofferenza..la sua paura, mentre stava lasciando questa terra.

Mi chiamo Arianna e vivo a Livorno; premetto che sono refrattaria ad ogni forma di comunicazione via web: infatti, non utilizzo nè facebook, nè whatsapp o altri social network.
Tuttavia, il grande dolore che avevo e lo shock per la terribile morte del mio, nostro cane Snoopy, mi ha portato a rendere nota questa vicenda prima sul giornale on-line “Quilivorno” e, successivamente, sui quotidiani locali “Il Tirreno” e “La Nazione”.
La scrittura e la comunicazione sono diventate le mie armi..gli unici strumenti per affrontare quella che era ed è diventata una missione: cambiare le leggi in materia dei diritti degli animali.

Questa è la storia dell’adorato Snoopy, il dolcissimo cane del mio babbo e di sua moglie Annarita; la storia di un rapporto speciale, fatto di una quotidianità semplice, ma ricco di affetto e amore. Sì, perchè Snoopy, con il suo amore incondizionato e la sua fedele presenza, ha aiutato nove anni fa mio padre ad uscire da una brutta depressione. Il loro rapporto è nato in un momento di dolore, di nottate fatte insieme sul divano, di sonni agitati…. ma piano piano mio papà è tornato a vivere, perchè quando sei depresso e non riesci neppure ad alzarti dal letto, ricominciare ad uscire anche solo per portare il proprio cane ai giardini, è un riaffacciarsi alla vita!

Così come Snoopy ha salvato mio babbo…oggi, forse, con la sua morte ha salvato un essere umano, poiché chi è capace in preda a chissà quali deliri d’onnipotenza, di uccidere freddamente un essere indifeso, è capace di tutto!! E’ un individuo privo di coscienza, di freni inibitori, di anima.

Snoopy è stato ucciso sul piccolissimo terrazzo della propria casa… Sì, la sua casa, il luogo che per tutti noi è considerato il rifugio dal mondo esterno dove nessuno può farti del male!
Invece, alle 7.30 di martedì 4 Agosto 2015 un pazzo, con un colpo di carabina modificata, gli ha chiuso gli occhi per sempre!

Mio babbo quel giorno era uscito presto ad accompagnare a lavoro sua moglie Annarita e come sempre Snoopy si era affacciato tra le ringhiere del balcone per salutarlo, e là era rimasto ad attenderne il ritorno. Questo per lui era un’abitudine, aspettare i suoi padroni affacciato, anche se in realtà non lo lasciavano mai da solo, poichè era come un figlio e ad ogni uscita, impegno, cena…andava sempre con loro. Era ben voluto dal tutto il quartiere e tutti lo conoscevano…quel bellissimo cagnolone bianco con il muso screziato di nero e marrone!

Quella mattina del 4 agosto 2015 (è già lontanissima questa data!), al suo rientro, papà ha visto Snoopy andargli barcollante incontro e accasciarsi. Ha aspettato il suo padrone per morire! Mio babbo disperato, gli ha fatto il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca!
Non comprendeva cosa fosse accaduto, in un tempo così breve! E’ stato il veterinario di famiglia a rivelarci, con la radiografia, che una pallottola aveva reciso l’aorta di Snoopy! In pochi minuti il nostro dolce cagnolone è morto, poiché il sangue gli ha invaso i polmoni immediatamente.

I carabinieri si sono subito attivati con grande professionalità e le indagini dei RIS hanno portato ben presto all’identificazione del presunto colpevole e al ritrovamento della carabina nel suo appartamento. Questa svolta appena tre giorni dopo la morte di Snoopy, ha spinto l’assassino a confessare.

Continua…

Arianna Lucisano