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IO SONO TUO PADRE

L’aria era tiepida, il sole primaverile era piacevole. Il terrazzo era tutto per lui, la mamma in casa a fare non so bene cosa. Il gioco lo assorbiva talmente che non si accorse di niente, finché non fu troppo tardi. Enorme, il muso segnato da cicatrici, nero come la notte, torreggiava minaccioso.
Letali artigli, a malapena nascosti nelle zampe, sfidavano le piastrelle del terrazzo.
Vicino…troppo vicino.
Il cucciolo era pietrificato dalla paura, incapace di miagolare, di chiamare la mamma. Senza un rumore, senza un suono…si avvicinava…

Ciao figlio”.
Co…come figlio ? La mamma è in casa…anche tu sei mia mamma?

Sono tuo padre. Questa estate tua mamma era in giardino, bellissima. Mi sono avvicinato, lei ha spostato la coda…e sei nato tu. Tutto qui, semplice, bello. Un giorno capirai”.
Il cucciolo annuì col testone sproporzionatamente grande. Guardava ammirato la muscolatura possente che scolpiva quel gatto…quel…suo padre.

Ascolta ragazzo, avrei tante cose da dirti, ma il tempo è poco, i gatti come me qui non sono bene accetti”.
I gatti…neri?
No, i randagi, quelli senza casa”.
Se…senza casa? Ma non hai un divano, un letto, una poltrona per dormire? E il tuo umano ti lascia andare in giardino? Dove trovi i crocchi, i patè, le mousse da mangiare?
Vado a caccia, topi, conigli, tranquillo, non muoio di fame. Ma stammi a sentire attentamente. Diffida degli umani. Non sono cattivi, sono strani.
Mangiano carne morta, mangiano piante e non vomitano, sono sempre sotto l’acqua e non affogano mai, puzzano di serpente e non si leccano mai il culo, guardano una scatola luminosa e mai fuori dalla finestra, un giorno hanno la pelliccia ed il giorno dopo no, non si arrampicano e non saltano come noi, al buio sono ciechi e non si accorgono in che mondo puzzolente vivono. Ti danno il cibo, ma non ti insegnano a cacciare, ti ammirano come animale dallo spirito libero e ti chiudono in una casa.
Non sono cattivi, sono strani.
Usano la scusa che noi abbiamo bisogno di loro, ma in realtà sono loro che hanno bisogno di noi. Sii buono con loro, ma sappi che oltre al terrazzo c’ è un mondo intero. Bello e brutto, freddo e caldo, sicuro e minaccioso, ma c’è un mondo. Vivi, non farti raccontare la vita dagli occhi guardando dalla finestra.
Scappa ragazzo, scappa. E se vieni alla discarica, ti insegno a cacciare i topi
”.

Un fruscìo, la mamma! Mamma, guarda…c’è…come si dice…mio padre.

Ma non c’era più, solo un’ombra che saettava tra gli arbusti del giardino.

Mamma…c’era davvero, lo giuro!
Mamma…perché hai l’aria triste? Mamma…mamma…cos’è la discarica?

Un posto bellissimo, io sono nata lì, pieno di gatti, giocavamo sempre. Poi…qualcuno è morto sotto le macchine, tanti di malattia. Io sono stata fortunata, ho trovato umani affettuosi ed ho avuto te ed i tuoi fratelli. Adesso vieni dentro, che l’ umana vuole preparati per la mostra”.

Mamma…ma è vero che gli umani non si leccano il culo?

Solo quando sono in calore o sul lavoro, però a vicenda”.

Alex Giordana