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L’ISLANDA INTERROMPE LA CACCIA ALLE BALENE MINKE: TROPPI COSTI E POCHI PROFITTI

Nonostante i numerosi divieti delle autorità internazionali l’Islanda non ha mai voluto smettere con la caccia alle balene, e insieme alla Norvegia rimangono gli unici paesi ad autorizzarla per puri scopi commerciali.
Una pratica che già nel 2014 portò Unione Europea e Stati Uniti a minacciare di sanzioni economiche il Paese, ma senza successo.

A distanza di tempo però, ecco finalmente la bella notizia: la caccia alla balena minke è ufficialmente finita.
Il motivo, però, non è legato a un qualsivoglia senso di colpa o altro del genere, bensì al calo dei profitti che hanno portato alla chiusura dell’industria locale, come riferisce l’International Fund for Animal Welfare.

Sono state infatti solamente 6 le balene minke catturate nel mese di giugno, mentre addirittura zero a luglio. Un trend negativo coerente con gli ultimi anni, considerando che ne furono catturate 17 l’anno scorso e 46 nel 2016.
Un’attività quindi sempre meno redditizia, che ha inesorabilmente portato ad uno stop forzato per evitare costi altrimenti insostenibili, come spiegato al quotidiano Morgunbladid da Gunnar Jonsson, capo della compagnia di baleniere IP-Utgerd Ltd: “abbiamo bisogno di andare molto più lontano dalla costa rispetto a prima, quindi abbiamo bisogno di più personale, il che aumenta i costi“.

A prescindere dalla motivazione comunque, ciò che conta è il risultato, e la cessazione di questa terribile pratica rappresenta per tutti un grandissimo successo da festeggiare.