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“NON È UNA CITTÀ PER GATTI”. LA CURIOSA STORIA DALLA NUOVA ZELANDA

Può sembrare surreale, ma è tutto vero.

Siamo a Omaui, un villaggio neozelandese di grande bellezza, caratterizzato dalla presenza di una fantastica spiaggia di sabbia nera. Ma questa piccola cittadina rischia di diventare famosa per altro, oltre alle proprie bellezze storiche e naturali: potrebbe infatti essere la prima città al mondo a mettere al bando i gatti.

Il motivo?
Proteggere la biodiversità del territorio, minacciata dai felini che, a quanto pare, ogni anno fanno fuori milioni di uccelli e piccoli mammiferi locali per dare sfogo al loro istinto di cacciatori che è molto difficile se non impossibile da controllare per l’uomo.

Così, dopo vani appelli a controllare i propri gatti domestici tenendoli chiusi in casa, ecco l’inusuale proposta del Consiglio per l’Ambiente della regione del Southland agli abitandi di Omaui.

Questo “Pest management plan” (così è stato definito) obbligherebbe i proprietari a sterilizzare e a dotare di microchip i propri mici, e potranno prendersi cura di loro fino alla loro morte. Alla loro scomparsa, se vorranno, potranno scegliere solamente animali da compagnia di altre specie.

La decisione definitiva verrà presa in autunno, dopo che i cittadini avranno espresso la propria opinione in merito entro il mese di ottobre.

Non sono ovviamente mancate le polemiche, per una notizia che ha del controverso.
Nico Jarvis, un abitante di Omaui, si è detto contrario al provvedimento e sta pensando addirittura a fare una contro-petizione, affermando che “senza un gatto la mia casa diventerebbe malsana” e che i suoi tre gatti “sono l’unica arma che ho a disposizione per combattere i roditori“.
Dall’altra parte del campo, la proposta viene supportata da diverse personalità come John Collins, capo del programma regionale per la bio-sicurezza, che afferma di non odiare i gatti, “ma l’ambiente deve continuare a essere ricco di biodiversità“.