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LE SVERMINAZIONI NEL CUCCIOLO E NEL CANE ADULTO

Durante tutta la vita, in relazione all’età, al luogo in cui vive, al tipo di vita che conduce, ogni cane è esposto a fenomeni di infestazioni di parassiti intestinali che richiedono un adeguato trattamento farmacologico, detto sverminazione.

Un cane può essere infestato da differenti specie di parassiti intestinali che si dividono in due grandi famiglie:

  • Cestodi comunemente chiamati anche tenie, che sono vermi piatti, nastriformi, segmentati, di lunghezza variabile a seconda della specie;
  • Nematodi o vermi tondi.

Questi vermi non hanno la stessa importanza a livello patologico: i primi, che vengono ingeriti attraverso un “ospite intermedio” del parassita stesso, generalmente sono tollerati, a meno che il cane non abbia già altre gravi malattie defecanti, mentre i nematodi possono provocare gravi disturbi.

Perché le sverminazioni sono importanti

Le ragioni che rendono necessaria la sverminazione riguardano sia la salute del cane stesso, sia quella di altri animali e, in certi casi, anche dell’uomo.

Alcuni parassiti intestinali possono essere causa di gravi disturbi che, qualche volta, possono rivelarsi fatali per la vita dell’animale stesso.

Questo avviene ad esempio per gli ‘ascaridi’ che, specie nel cucciolo, quando sono presenti in grandi quantità, possono formare veri e propri gomitoli che provocano l’occlusione del lume intestinale e quindi spesso la morte del soggetto.

Sempre nel cucciolo una massiccia infestazione di “anchilostomi” può provocare una grave forma di anemia, anche mortale.

I soggetti adulti sono più resistenti alle infestazioni massive, ma non sono esenti dagli stress e dai cali immunitari conseguenti a queste parassitosi che li rendono più deboli e quindi aggredibili da altre malattie.

Per quanto riguarda i vermi piatti (cestodi) è necessaria la presenza di un ospite intermedio affinché si trasmetta l’infestazione.

Un altro modo di trasmissione importante è il passaggio delle forme larvali dei parassiti dalla madre al cucciolo, sia durante la vita fetale con migrazioni attraverso la placenta, sia durante l’allattamento con migrazioni attraverso la ghiandola mammaria e quindi al latte; questo è il motivo per cui la maggior parte dei cuccioli presenta tracce di parassitosi già al momento della nascita.

Come si eliminano i vermi?

In commercio si trovano tantissimi tipi di vermifughi (antielmintici), oggi sempre più attivi e con sempre minori effetti collaterali; ma non tutti i parassiti sono sensibili agli stessi farmaci, pertanto, per una lotta più efficace, è necessario procedere all’identificazione del parassita, mediante un esame coprologico (test delle feci).

Gli antielmintici attivi sui cestodi generalmente hanno un’efficacia completa, mentre quelli specifici per i vermi tondi agiscono solo sui parassiti adulti con un limitato effetto sulle forme larvali, quindi spesso si rende necessario un secondo trattamento dopo 20-30 giorni.

Esistono anche antielmintici polivalenti, attivi cioè sia contro i cestodi sia contro tutte le specie di nematodi; senz’altro sono di grande utilità quando si effettuano delle sverminazioni.

Le misure complementari sono importanti nella lotta ai parassiti, e consistono nell’impedire l’infestazione di altri cani vicini al soggetto interessato.

Insieme ai trattamenti antielmintici, è necessaria quindi un’accurata pulizia della cuccia e del terreno su cui vive il cane, e dove le uova dei parassiti vengono disseminate.

Dopo il trattamento vermifugo le uova, che sono ancora infestanti, vengono eliminate con le feci e quindi si rende necessaria una loro veloce rimozione, prima che vengano disperse nel terreno.

Ogni quanto ripetere le sverminazioni?

Abbiamo chiesto un parere a Stefano, allevamento MyLabrador, ecco cosa ci ha risposto:

“Il nostro protocollo di prevenzione prevede la prima sverminazione dei cuccioli già a 15 giorni, insieme alla madre finché allatta, e un ciclo di trattamenti antielmintici ad ampio spettro che arriva fino alla consegna del cucciolo dopo 3 mesi di vita. Inoltre consigliamo ai futuri proprietari di ripetere un trattamento almeno ogni 6 mesi.”