MIA

Oggi è una giornata no.
Strano vero? Sarà il tempo antimoto, sarà che sono stufo di stare solo,sarà che stare solo è preferibile a gente noiosa, sarà che tutta la gente è noiosa.Vado al bar, rispondo con un cenno ai vari “Buongiorno dottore”, più diplomatico e gentile di “Buongiorno un ca**o”.
Caffè e sigaretta, la colazione dei campioni. Il Corriere, pieno di finti psicodrammi politici. Troppi pagliacci per un circo solo. Annoiato, incazzato e solo. Incazzato per annoiarmi da solo o annoiato di incazzarmi da solo? Visite noiose, diarree e vaccini. Facciamoci due risate su facebook.
La mia gatta deve fare il vaccino…incrociate le codine. Cretina.
Sono distrutta…il mio Leo è volato sul ponte dell’ arcobaleno. Doppia cretina…è morto e si sta decomponendo, e magari per colpa tua o del veterinario.
Consigli di omeopatia e nutrizione dati da una commessa. Questo fa ridere.

Il telefono.
Rispondo solo per non sentirlo più squillare. “Una mia amica mi ha detto che lei è un genio e che può guarire la mia gatta, che ho già portato da altri veterinari e tutti concordi nel sopprimerla”.
Un genio, mi scappa da ridere. Se essere geni significa questo, ha ragione la gente normale e noiosa. E magari alla sua amica ho guarito una intolleranza alimentare.
Vediamola sta gatta”.
Abitano dall’altra parte di Milano, un classico. Qualsiasi cosa ti serva è esattamente dall’altra parte di Milano. Chissà come ci rimarrà male quando avrà di fronte sto gran genio.

Fa fatica a muoversi, aveva detto. E’ come definire Hitler un monello. Completamente immobile, testa a parte. Lastre che testimoniano problemi alla spina. Non ci credo, per partito preso. La visita è lunga. Parlo con la gatta, parlo da solo. Gran bel genio. Ma sta gatta ha bisogno di me, ed io ho bisogno di lei. Per sentirmi utile, vivo. Metto insieme i pezzi del puzzle, rifletto. Non è la schiena, è il cervello. E si può fare qualcosa.
Finalmente sorrido.
Trent’anni di gatti sono serviti. Alzo gli occhi e guardo i proprietari. Lei bellissima, alta, snella, viso dolcissimo. Lui faccia onesta, occhi intelligenti che abbracciano sia lei che la gatta premurosamente. Dovrebbe essere illegale essere così belli. “Questa è la terapia, domani mi direte se sono un genio”.

Dio gatto dammi una mano, fa che Mia sia la vendetta di Xfiles, lo sphinx morto senza il mio permesso.
Passano due giorni, ed il pensiero di Mia è fisso.
Quattro di mattina, un messaggio. Marca male, malissimo. Cavolo, la padrona di Mia. “Sono stata svegliata da Mia che gioca sul letto, sei davvero un genio”.
SIII!!! Grazie Dio gatto! Altro che genio, ore ed ore a studiare ed aggiornarsi, anni a visitare e discutere, frequentare colleghi migliori, cazziatoni di Carlo, successi ed insuccessi di trent’anni. Ma non lo dirò mai. Oggi sono un genio, oggi sono bello anche io.