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UNA SENTENZA FEDERALE BLOCCA LA CACCIA AL GRIZZLY

Era dal 1991 che la caccia al Grizzly, sulle Montagne Rocciose, aveva smesso di essere una terribile consuetudine.

27 anni dopo però, a causa dell’eliminazione dell’animale dalla lista delle specie protette ad opera dell’amministrazione Trump, la caccia all’orso bruno americano stava per riaprirsi, con i cacciatori che avrebbero ottenuto il permesso di uccidere fino a 22 esemplari nel corso della stagione.
Una decisione, quella di declassificare il grizzly, che rischiava di portare tensioni tra gli animalisti e gli allevatori, che vedono negli orsi una minaccia per il proprio bestiame e un ostacolo ad altre attività, una fra tutte il disboscamento.

Ma fortunatamente, nella giornata di ieri, il giudice federale Dana Christensen ha detto no (per la terza volta) con una sentenza definita storica per la conservazione della fauna selvatica in America, andando così a ripristinare la protezione per i grizzly.

Nelle motivazioni si evince come la proposta di de-listare il grizzly sia stata ritenuta arbitraria, ma la decisione non riguarda “l’etica della caccia”, bensì la “necessità” di proteggere questa preziosa specie.